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Non solo il “Drago Vaia” (FOTO): dal cervo al leone fino al gallo, ecco le opere di Marco Martalar realizzate con gli alberi abbattuti dalla tempesta

Il successo dell'opera realizzata dallo scultore veneto a Lavarone è enorme ma dal 2018, quando la tempesta si è abbattuta su Veneto e Trentino abbattendo milioni di alberi, sono molte le sculture realizzate da Martalar: “L'ispirazione è arrivata con Vaia, il mio obiettivo è dare una seconda vita agli arbusti caduti”

Di Filippo Schwachtje - 30 novembre 2021 - 19:39

TRENTO. “Nemmeno io immaginavo che il 'Drago Vaia' avrebbe ottenuto un successo del genere, ma da quando la furia della tempesta si è abbattuta tra Veneto e Trentino sono parecchie le opere che ho realizzato con la stessa tecnica, partendo sempre dagli scarti degli arbusti abbattuti”. Prima del famoso drago di Lavarone (Qui Articolo) infatti, nella primavera del 2018 Marco Martalar aveva già realizzato il primo 'esperimento' con la tecnica che nelle ultime settimane migliaia di persone hanno potuto ammirare sull'Alpe Cimbra.

 

“Tra le creazioni più famose – dice Martalar a il Dolomiti – c'è il leone alato, che ha per così dire aperto le danze”. Il mastodontico animale da tre metri per cinque è stato addirittura ospitato alla mostra del cinema di Venezia prima di tornare a Mezzaselva di Roana, dove lo scultore vive immerso nella natura. “Vaia mi ha ispirato – continua Martalar – dopo aver visto la devastazione causata dalla tempesta ho pensato che sarebbe stato bello poter ridar vita in qualche modo a quegli arbusti”.

LE FOTO. Le incredibili sculture di Marco Martalar, l'autore del Drago Vaia a Lavarone

Quello del leone alato è stato un primo esperimento di grande successo, seguito poco dopo da una nuova opera (la Custode) che rappresenta una donna seduta in riva al mare sull'isola di Certosa, a Venezia, intenta a guardare la laguna. “Anche in questo caso la struttura è alta circa 3 metri – dice lo scultore – e per realizzarla ho utilizzato il legname ricavato dai giardinieri che hanno ripulito l'isola. Per realizzare i capelli della donna invece ho utilizzato le vecchie cime dismesse dei vaporetti”.

 

Rimanendo in Veneto, Martalar ha poi realizzato due enormi mani che si toccano a Padova, in viale Venezia: l'opera, chiamata 'Contatto' e ultimata quest'estate, vuole simboleggiare le difficoltà causate dal distanziamento imposto dall'arrivo della pandemia. “In tutto è lunga circa 9 metri – racconta Martalar – e per realizzarla ho utilizzato in parte gli scarti di Vaia e in parte il legname recuperato dall'abbattimento di alcuni alberi pericolanti in città”. Poco lontano dal drago Vaia poi, precisamente alla Malga Millegrobbe di Lavarone, Martalar ha realizzato un cervo commissionatogli proprio dai gestori della struttura.

 

Nell'altipiano dei 7 Comuni invece lo scultore ha invece ultimato un enorme gallo di tre metri d'altezza a Gallio. “L'ultima scultura in ordine temporale – dice l'uomo – l'ho ultimata domenica scorsa (28 novembre ndr) e si tratta di un angelo sospeso che verrà esposto a Jesolo in occasione della mostra delle sculture di sabbia”. Ma Martalar si è spinto anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Finlandia, dove quest'anno ha realizzato un altro leone immerso nella natura della Carelia settentrionale.

 

“Ho iniziato a lavorare come scultore circa 10 anni fa – racconta l'artista – ma dopo Vaia è arrivato lo stimolo a cambiare prospettiva. Mi sentivo limitato dalle dimensioni del tronco, dal quale non potevo che togliere materiale senza la possibilità di proiettarmi nello spazio. Con questa nuova tecnica, invece di 'togliere' ho provato ad 'aggiungere'. Mi piace l'idea di posizionare delle belle opere in posti altrettanto belli, per valorizzare entrambi gli aspetti a vicenda. Molte persone mi dicono che vedendo le mie opere dal vivo viene loro voglia di toccarle, di sentirle vive a loro volta”.

 

Tra i tratti caratteristici delle sculture di Martalar il rifiuto di trattare il legno con prodotti in grado di mantenere il materiale inalterato nel tempo. “Non punto a creare nulla di eterno – conclude lo scultore – l'impermanenza dell'opera per me è fondamentale, l'invecchiamento e il degrado del legno fanno parte dell'opera stessa, che risulta così viva in qualche modo”.

 

Nelle ultime settimane il successo ottenuto dal drago Vaia a Lavarone è stato talmente grande che, dice a il Dolomiti il sindaco Isacco Corradi: “Abbiamo dovuto chiudere la strada per Magrè alle auto dei non residenti, perché non c'era più parcheggio”. Adesso per raggiungere il Lavarone Green Land bisognerà fare una passeggiata di circa 45 minuti, dice il primo cittadino, oppure avvicinarsi con la seggiovia.

 

“Intorno al drago si svilupperà un progetto – sottolinea il sindaco – che prevede anche la realizzazione di un libro illustrato per bambini che racconta la storia del drago stesso. Lavarone Green Land punta a diventare un grande parco che raccoglie altre attrazioni e sentieri nella zona e nel tempo arriveranno anche altre installazioni di vario tipo. Il successo del drago ha portato ad un'accelerazione e puntiamo ad ultimare il parco per il 6 giugno del prossimo anno”.

 

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