Omicidio Perraro, la madre e la sorella di Eleonora: "Alle donne vittime di violenza: denunciate e credete nella giustizia, non mollate mai"
La sorella di Eleonora, Erika, parla di una: "Sentenza importante, che speriamo possa dare una scossa e sensibilizzare la società in generale: quante di noi conoscono il 1522, il numero anti-violenza e stalking? Nel nostro Paese c'è un'ignoranza dilagante sul tema"

TRENTO. "Denunciate, denunciate, denunciate: credete nella giustizia e non arrendetevi mai". E' questo l'appello fatto a tutte le donne vittime di violenza da Mariangela Boscaini ed Erika Perraro, rispettivamente la madre e la sorella di Eleonora Perraro, dopo l'udienza alla Corte d'Assise di Trento nella quale Marco Manfrini è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio della 43enne roveretana (Qui Articolo). L'importanza della sentenza, che condanna Manfrini a scontare anche un anno di isolamento diurno e ad un risarcimento (compreso di spese) di oltre 200mila euro, non deve finire con la fine del processo, dicono entrambe, ma deve essere un passo avanti nella lotta alla violenza di genere in tutto il Paese.
"A tutte le donne vittime di violenza - dice con la voce rotta dall'emozione Boscaini - voglio fare un appello: denunciate, denunciate e credete nella giustizia, non mollate mai. Oggi ce l'abbiamo fatta. Speriamo che questa sentenza non si fermi in Trentino ma che faccia il giro del Paese e che aiuti le donne a prendere coraggio. So che è difficile, ma bisogna trovare un modo per portare alla luce le violenze e denunciare: non mollate, continuate ad andare avanti".
"Quel giorno mio padre mi disse di non andare a vedere il corpo di mia sorella - aggiunge Erika - perché non l'avrei riconosciuta. La sentenza di oggi è un grandissimo passo avanti nella lotta alla violenza di genere. Parliamo di una sentenza importante, forse una delle pene più esemplari per femminicidio in Italia. Speriamo possa dare una scossa e sensibilizzare la società in generale: quante di noi conoscono il 1522, il numero anti-violenza e stalking? Nel nostro Paese c'è un'ignoranza dilagante sul tema. Alle donne vittime di violenza vorrei dire di denunciare, di affidarvi alla associazioni di difesa delle donne, alla polizia: bussate anche alla porta del vicino di casa ma cercate aiuto, in particolare se sono coinvolti anche dei minori".
Erika non ha mai dubitato che alla fine la colpevolezza di Manfrini sarebbe stata confermata. "Ho sempre creduto che mia sorella avrebbe avuto giustizia - dice la sorella della vittima - ma la sua memoria è stata offesa più volte". Il riferimento è all'impianto difensivo dell'avvocata Elena Cainelli, che ha sostenuto fino alla fine l'innocenza di Manfrini puntando sulla presunta colpevolezza di Achille, il cane della coppia. "Ognuno ha diritto ad essere difeso - ribadisce Erika - ma in questo caso si è rasentato il fantascientifico, il surreale, cercando di negare l'evidenza dei fatti".




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