Prossima fermata: vaccinazione. In Alto Adige il vaccino arriva sotto casa con il Vaxbus
Due autobus speciali porteranno le dosi di vaccino in giro per tutta la provincia di Bolzano, rendendo così la vaccinazione ancora più accessibile ai cittadini altoatesini. Tutto il processo verrà eseguito a bordo e il bus tornerà dopo un po' di tempo per somministrare le seconde dosi
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BOLZANO. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Per questo nasce il Vaxbus: per portare il vaccino a quelle persone che, per un motivo o per l’altro, non hanno potuto recarsi presso i centri vaccinali. Si tratta di due autobus, adattati appositamente per fungere da “postazioni vaccinali mobili” che nelle prossime settimane faranno tappa in molti comuni altoatesini.
Il Vaxbus rientra nel contesto del progetto “Vaccinazioni a due passi da casa”, volto a rendere il vaccino più accessibile possibile alle cittadine e ai cittadini. I due autobus, forniti dalla Sasa, sono stati decorati con le primule, i fiori della vaccinazione e inizieranno presto il loro viaggio che li porterà in tutta la provincia.
Le date ed i luoghi delle diverse fermate sono consultabili su www.vaccinazioneanticovid.it e vengono costantemente aggiornati. I bus si fermeranno ad ogni tappa per mezza giornata o una giornata intera. Tutto il processo, dall’accettazione, al colloquio anamnestico, fino alla vaccinazione stessa verrà eseguito a bordo.
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Sarà possibile ricevere i vaccini di BioNTech/Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson. Per la seconda dose i bus torneranno sui propri passi dopo qualche tempo, ma sempre nell’arco temporale fissato per le seconde dosi. Ovviamente ciò non vale per il vaccino monodose, ovvero Johnson&Johnson.
L’amministrazione si dice entusiasta di questa iniziativa. Per l’Assessore provinciale alla Salute Thomas Widmann, è un altro passo importante per rendere la vaccinazione il più semplice possibile. "Non stiamo risparmiando nessuno sforzo, perché ogni individuo che raggiungiamo con iniziative come questa va in qualche modo a ridurre il rischio di nuovi focolai di infezione e possibili decorsi gravi in caso di contagio. È fondamentale non perdere tempo perché, rispetto a come andranno le cose in autunno, dipenderà in larga misura da quanti di noi saranno stati immunizzati per allora".


















