''Rafforzare gli organici e classi meno numerose, ma in Trentino atteggiamento di totale chiusura'', Flc, Cgil e Cisl in campo per il miglioramento della scuola
Ridurre il numero di studenti per classe, stabilizzare i precari e rafforzare gli organici: questi gli importanti accorgimenti per migliorare l’istruzione italiana secondo Flc, Cgil e Cisl Scuola. Mazzacca e Galli: "La Provincia può, se crede nel valore dell'istruzione, ridurre il numero di bambini e studenti nelle classi trentine"

TRENTO. Si è tenuto oggi, mercoledì 9 giugno, sotto il Palazzo del Governo a Trento, il presidio simbolico organizzato da Flc, Cgil e Cisl Scuola. L’obiettivo dell’iniziativa è il miglioramento della scuola, con accorgimenti quali la stabilizzazione dei precari, la riduzione del numero di studenti per classe ed il rafforzamento degli organici.
Tema fondamentale è stato la diminuzione del numero di ragazzi e ragazze per classe. “La Provincia può, se crede nel valore dell'istruzione, ridurre il numero di bambini e studenti nelle classi trentine – sottolineano in un comunicato le segretarie provinciali delle due sigle, Cinzia Mazzacca e Stefania Galli - Il limite di 25 alunni per classe, che arriva a 28 e anche più nella formazione professionale, deve calare e vanno limitati in tutti i modi possibili i rimescolamenti tra le classi per tornare alla situazione pre-Covid. Stare in aula in 25-28 o starci in 16 è una cosa ben diversa. Senza dimenticare che non abbiamo alcuna certezza di quale sarà la situazione contagi a settembre".
Lo stanziamento di risorse per la stabilizzazione dei precari ed il rafforzamento degli organici del personale Ata, assistente educatore, della scuola dell'infanzia e della formazione professionale sono altri importanti argomenti affrontati durante l’evento, con l’obiettivo di riuscire ad attuare queste proposte per poi poter procedere con le assunzioni a tempo indeterminato.
L’attenzione si è focalizza infine sul rafforzamento degli organici, a partire da quello legato al Covid, e sul rinnovo dei contratti in Provincia, azione che la scuola trentina attende da dicembre 2018. "A livello nazionale sono già state stanziate le risorse mentre in Trentino c'è un atteggiamento di totale chiusura come ha confermato lo stesso presidente Fugatti nei giorni scorsi - concludono Mazzacca e Galli - Bisogna prevedere stanziamenti adeguati per rinnovare il contratto e riconoscere anche in Trentino la card per l'aggiornamento professionale di tutto il personale ".
Iniziative analoghe a quella tenuta in città si stanno svolgendo in tutta Italia.













