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Nuovo anno scolastico, sulla ripartenza ancora tanta confusione. Il sindacato: ''Perplessità sul tornare all’organizzazione pre-Covid. Serve potenziare gli organici''

L'intervento di Flc Cgil: "“Riteniamo impensabile intervenire rimodulando l’organico in corso d'anno a seconda della situazione epidemiologica. Per poter garantire un avvio in sicurezza dell’anno scolastico e perché sia assicurata la possibilità di un rientro a scuola in presenza è indispensabile prevedere un potenziamento dell'organico del personale docente per riconfigurare i gruppi classe e ridurre il numero di studenti per classe”

Pubblicato il - 04 August 2021 - 18:53

TRENTO. A settembre il rientro a scuola non sarà all'insegna della normalità. A dirlo è Flc Cgil dopo l'ultimo incontro sull'organizzazione del nuovo anno scolastico avuto con la Provincia.

 

Il sindacato ha ribadito tutte le proprie perplessità sul tornare a settembre all’organizzazione pre- Covid. “Già oggi è chiaro che non sarà un rientro alla normalità. E l’idea di prefigurare quattro scenari diversi con più tipologie di organizzazione può apparire la misura più flessibile, ma rischia di essere la meno adeguata”. La strada, al contrario, secondo il sindacato è quella di investire nel potenziamento degli organici di docenti e personale di supporto per assicurare gruppi classe più contenuti numericamente e per garantire un adeguato controllo del rispetto di tutte le misure di prevenzione dal contagio.
 

L’ipotesi dell’organico d’emergenza, così come immaginato da Piazza Dante, non convince il sindacato. “Riteniamo impensabile intervenire rimodulando l’organico in corso d'anno a seconda della situazione epidemiologica. Per poter garantire un avvio in sicurezza dell’anno scolastico e perché sia assicurata la possibilità di un rientro a scuola in presenza è indispensabile prevedere un potenziamento dell'organico del personale docente per riconfigurare i gruppi classe e ridurre il numero di studenti per classe”.

Flc chiede un’attenzione particolare almeno per i primi e gli ultimi anni di ogni ciclo e per la formazione professionale che presenta un numero di studenti maggiore per classe e un numero di studenti con Dsa più elevato. “In questi contesti di maggiore criticità va assicurata la massima attenzione anche in termini di numero di docenti per classe”.
 

Allo stesso tempo si è ribadito che va previsto l’organico aggiuntivo di collaboratori scolastici avuto nell’anno scolastico in corso, “personale che ha garantito, e dovrà continuare a farlo nel prossimo anno scolastico, la pulizia e sanificazione dei locali della scuola”.

E’ evidente che l’adozione di queste misure impone scelte significative in termini di risorse. “Se vogliamo veramente la scuola in presenza, non solo a parole, dobbiamo essere disposti ad investire per assicurare la sicurezza massima di personale e studenti”.

Si pone in questa direzione anche la richiesta di potenziare il personale d’appoggio, la previsione di test diagnostici diffuso e screening preliminari. “Non è sufficiente invitare alla vaccinazione, tema che per noi resta importante e centrale, ma bisogna investire per assicurare una ripartenza in sicurezza in presenza e duratura”. L'assessore nell'incontro ha fatto una parziale apertura alle richieste sindacali impegnandosi ad aumentare da 100 a 120 le unità aggiuntive di personale scolastico ma solo fino a dicembre 2021. Di queste, 70 andranno a potenziare il personale docente e 50 il personale Ata provinciale. Saranno le scuole a distribuire l'organico potenziato secondo criteri oggettivi deliberati dalla giunta provinciale.

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