Covid, i sindacati: “In Trentino mancano i soldi e i supplenti cominceranno l'anno insieme ai ragazzi, in Italia insegnanti a scuola dai primi di settembre”
Per questioni organizzative, spiega la segretaria generale di Flc Cgil Cinzia Mazzacca: “In tutto il Paese gli insegnanti sono assunti prima dell'inizio delle attività didattiche, la Pat però ha deciso che in Trentino i docenti entreranno in classe il primo giorno di scuola insieme agli studenti. Da Piazza Dante dicono che non ci sono soldi”. Galli (Cisl): “Dispiace che ancora una volta la scuola venga rimproverata e penalizzata invece che valorizzata”

TRENTO. “In Italia i supplenti di lungo periodo inizieranno a lavorare (e ad essere pagati) i primi di settembre, per familiarizzare in questo delicato anno di ripartenza con i vari protocolli e le norme di sicurezza anti-contagio: in Trentino invece entreranno in classe il primo giorno di scuola insieme agli studenti perché, dice la Pat, mancano i soldi”. A dirlo Cinzia Mazzacca (segretaria generale di Flc Cgil) dopo un incontro questo pomeriggio (16 agosto) in cui sono state delineate le questioni tecniche relative alla ripresa dell'anno scolastico.
“E' un problema non da poco – continua Mazzacca – l'anno scorso è stato consentito al personale docente di prendere servizio prima dell'inizio delle lezioni proprio per motivi organizzativi. Quest'anno invece la Pat ha detto no perché in Provincia, a quanto pare, mancano i fondi”. Nel resto d'Italia, dice la sindacalista, sarà invece possibile iniziare a lavorare dal primo di settembre, garantendo quindi al personale un lasso di tempo piuttosto lungo per la preparazione in vista della ripresa delle lezioni. “Preparazione che, quest'anno in particolare – sottolinea la sindacalista – assume un ruolo fondamentale per l'importanza del rispetto dei protocolli e delle norme igienico-sanitarie”.
“Chiediamo sempre che il personale docente possa iniziare a lavorare prima dell'inizio delle attività didattiche – ribadisce Stefania Galli, della Cisl – per organizzare al meglio tutte le attività propedeutiche e per aiutare i precari che, nell'ambito scolastico, sono ormai diventati 'storici'. Il 6 settembre i supplenti anche nelle scuole d'infanzia si troveranno a cominciare le attività insieme ai bambini”.
“In Trentino il grosso dei supplenti a lungo periodo, che avranno quindi incarichi per tutto l'anno scolastico – aggiunge Mazzacca – rientrerà in classe il primo giorno insieme ai ragazzi. In questo modo si potrà evitare di pagare gli stipendi fino al 13, risparmiando così dei fondi, ma si creerà al contempo un problema organizzativo non da poco, che dovrà essere gestito nel primo periodo all'interno dei vari istituti”. A livello nazionale invece si è “ritenuto doveroso” far riprendere le attività del personale docente dal primo di settembre, dice la segretaria generale di Flc Cgil.
Per quanto riguarda i protocolli di sicurezza per la ripartenza, le norme già applicate lo scorso anno sono state in sostanza riproposte anche per quest'anno scolastico. “Da questo punto di vista non ci sono grosse novità – racconta Galli - confermato quindi l'utilizzo delle mascherine, il distanziamento, l'igienizzazione eccetera”. Una situazione “preoccupante” ribadisce la sindacalista della Cisl: “Se il protocollo è il medesimo dello scorso anno, a parità di situazione ci ritroviamo con organico inferiore rispetto al 2020-2021. Dispiace che ancora una volta la scuola venga rimproverata e penalizzata invece che valorizzata”.
Rispetto allo scorso anno, conclude Mazzacca, il personale 'extra' (tra Ata, collaboratori scolastici e docenti) è stato tagliato di circa la metà. “Senza le classi 'sdoppiate' – dice infatti la sindacalista – sono stati previsti una 70ina di docenti per potenziare là dove c'è bisogno, ma non stiamo certo parlando dei numeri dell'anno scorso”.













