Contenuto sponsorizzato

Scuola, dal Trentino fuga degli insegnanti di sostegno? L'allarme dei sindacati: ''E' un'emergenza, a pagarne le conseguenze i nostri studenti più fragili”

Con l’apertura delle graduatorie nelle altre provincie italiane molti docenti in possesso della specializzazione si stanno spostando per stabilizzarsi. Mazzacca: ''E’ un quadro desolante che penalizza tutti i nostri studenti e in particolare chi ha più bisogno di essere seguito e accompagnato. Non è così che si costruisce una scuola che include"

Di G.Fin - 17 May 2022 - 08:45

TRENTO. “L’assenza di insegnanti di sostegno è un’emergenza”, usano queste parole i sindacati per lanciare l'allarme su una delle criticità che si stanno registrato nelle scuola trentina. “Con l’apertura delle graduatorie – spiegano da Flc Cgil - nelle altre provincie italiane molti docenti in possesso della specializzazione si stanno spostando per stabilizzarsi e a perdere saranno i nostri studenti”.

Il rischio è che il prossimo anno scolastico il Trentino abbia da fare i conti con una vera e propria fuga degli insegnanti specializzati in sostegno. Il 12 maggio, infatti, nel resto d’Italia si sono aperte le graduatorie provinciali per chi ha il titolo di specializzazione (Tfa) e grazie ad un recente emendamento inserito nel decreto Mille Proroghe tutti gli insegnanti specializzati in sostegno inseriti nelle graduatorie di altra provincia o che intendono inserirsi cancellandosi dalle graduatorie trentine, al termine di un anno d’insegnamento, potranno entrare in ruolo, cioè ottenere un contratto a tempo indeterminato senza dover superare anche un ulteriore concorso.

 

“Una piccola rivoluzione che ha lo scopo di dare risposte ad un settore particolarmente delicato per la scuola – ammette Cinzia Mazzacca, segretaria provinciale della Flc del Trentino -. Quello del sostegno, infatti, è un ambito particolarmente in sofferenza che vive un’assurda contraddizione: molti insegnanti precari con titolo idoneo ad essere assunti non vengono stabilizzati nonostante la disponibilità di posti per il ruolo. A pagarne le conseguenze, come ovvio, sono i nostri studenti, soprattutto quelli più fragili”.
 

Il sindacato punta il dito contro la Provincia di Trento perché se Roma è intervenuta per sanare questa situazione, nulla è stato fatto in Trentino. Il sindacato di Via Muredei nei mesi scorsi ha anche portato avanti una raccolta firme per sollecitare un intervento che andasse nella stessa direzione del nazionale. La richiesta è di assumere a tempo indeterminato gli insegnanti specializzati in sostegno, anche se privi dell’abilitazione.

Il quadro è semplice: con l’apertura delle graduatorie nelle altre regioni molti insegnanti specializzati in sostegno si stanno cancellando dalle graduatorie provinciali per iscriversi in quelle di altri territori.
“La Provincia purtroppo si è limitata a prendere tempo. Pur consapevole della grave emergenza sul sostegno non ha mosso un dito. Di fatto solo parole, nessuna certezza”.
 

Secondo i numeri diffusi dalla Cgil, per il prossimo anno i posti per il corso di specializzazione Tfa-sostegno all’Università di Trento sono 40 per la scuola media e 35 per le superiori. “Già questi numeri sono insufficienti in quanto quasi la metà degli specializzati ogni anno va via dal Trentino e, comunque, non coprono alle medie neanche i posti per il ruolo”. I posti a tempo indeterminato sono 47 alle medie e 8 alle superiori, ma questi numeri possono aumentare perché ogni anno ci sono trasferimenti e docenti che decidono di spostarsi dal sostegno all’insegnamento della disciplina.

 

Oltre alle cattedre per il ruolo, spiegano sempre i sindacati, ci sono le supplenze annuali: alle medie abbiamo più di 70 cattedre disponibili, alle superiori più di 30.

“Le graduatorie – spiegano - per immissioni in ruolo, cioè il bacino da cui attingere per coprire le cattedre vacanti, sono vuote. Inoltre anche l'attuale concorso ordinario non fornirà un numero sufficiente di docenti per il sostegno. Il tutto mentre la Provincia sta ancora pensando cosa fare. E’ un quadro desolante che penalizza tutti i nostri studenti e in particolare chi ha più bisogno di essere seguito e accompagnato. Non è così che si costruisce una scuola che include. In questo modo i più fragili restano sempre ai margini e questa è una sconfitta per il nostro Trentino”, conclude amara Mazzacca.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 1 luglio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
02 luglio - 21:22
Il 36enne stava affrontando una highline, una apposita fettuccia assicurata e tesa tra due sostegni a una quota di circa 1.400 [...]
Cronaca
02 luglio - 19:19
Le fiamme si sono sviluppate tra i vigneti nei pressi di un bunker della Seconda guerra mondiale, l’intervento dei vigili del fuoco complicato [...]
Cronaca
02 luglio - 20:41
Confesercenti del Trentino: "Ci ha lasciato Loris Lombardini: una persona dal grande cuore e dalla grande personalità"
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato