Dai Green Pass alle sostituzioni dei prof no vax, poche certezze per l'inizio dell'anno scolastico. I presidi: ''Tante criticità, attendiamo la Pat dia indicazioni"
Mancano poco più di tre settimane per l'avvio del nuovo anno scolastico in presenza e al momento i punti di domanda sono tanti a partire da chi dovrà controllare i Green Pass alle sostituzioni per gli insegnanti che, senza vaccino e tampone, saranno sospesi. I presidi attendono direttive da parte della Provincia ma intanto 'promuovono' la certificazione verde

TRENTO. Dai controlli del Green Pass, all'assegnazione dei supplenti fino ad arrivare alla gestione delle mense, del personale tecnico e tanto altro. Si respira un'aria di incertezza a 25 giorni dall'inizio dell'anno scolastico. Sono settimane di attesa per capire se il 13 settembre, quando gli studenti trentini torneranno in classe, lo potranno fare con regole certe e chiare. Per il momento non lo sembra affatto. “Noi auspichiamo che quanto prima ci arrivino delle indicazioni chiare e omogenee” ci dice Paolo Pendenza, rappresentante dei dirigenti scolastici trentini. Fino ad oggi dalla Provincia non sono arrivate linee guida ma la speranza è che nelle prossime tre settimane la situazione cambi. L'unica parola certa arrivata da piazza Dante per bocca del presidente Maurizio Fugatti è che i tamponi gli insegnanti dovranno pagarseli di tasca propria (QUI L'ARTICOLO).
C'è un altro punto che sembra certo e condiviso tra i presidi: i Green Pass è importante. “Il Green Pass – spiega Pendenza – è importante per la scuola. Ci sono degli elementi di criticità ma auspichiamo che ci sia una collaborazione con l'azienda sanitaria. Io sono convinto che siano una minoranza gli insegnanti che non vogliono vaccinarsi o fare il tampone. I docenti si sono già dimostrati con un gran senso di responsabilità in questa pandemia”.
La collaborazione con l'azienda sanitaria è ritenuta un elemento essenziale. I presidi auspicano che l'Apss possa fornire la lista degli insegnanti che all'inizio della scuola non risultano essere in regola “come avviene già per gli alunni che non sono in regola con i vaccini obbligatori” spiega il rappresentante dei dirigenti trentini. In attesa che la Provincia fornisca le linee guida quello che rimane alle scuole e sottolineare le criticità che possono esserci con il Green Pass e non solo. Dai controlli che devono essere messi in campo alla modalità di sostituzione per i docenti che non si vaccinano e decidono di non effettuare il tampone.
“Concordo con il provvedimento e ritengo corretto l'utilizzo del Green Pass” spiega il dirigente Mauro Felicetti della Rosa Bianca di Cavalese. “Nella mia qualifica di dirigente sono tenuto a dare attuazione ad un decreto del presidente del Consiglio e da questo punto di vista non vi è un argomento di discussione. Resta la difficoltà estrema di attuazione soprattutto considerando la tempistica e il fatto che in provincia autonoma di Trento non ci sono dati ufficiali circa il numero di docente materialmente dotato di Green Pass”. Uno dei problemi che vengono sottolineati dai dirigenti riguarda la sostituzione dei docenti che non vogliono vaccinarsi e nemmeno farsi un tampone ogni 48 ore. In questi casi, i docenti che non avranno il Green Pass saranno sospesi e non riceveranno lo stipendio dopo 5 giorni.
Potranno però sempre “mettersi in regola” e tornare nel proprio ruolo. Questo comporta diversi problemi. “Per chi verrà a sostituire questi docenti – si chiede Felicetti – quale formula contrattuale dovrà essere fatta?” e soprattutto non si potrà nemmeno sapere quanto tempo il docente di ruolo rimarrà sospeso visto che in qualsiasi momento vaccinandosi o con un tampone potrebbe tornare al lavoro. Incertezze che non fanno bene alla scuola.
“Ma non è l'unico problema che ci troviamo davanti – spiega ancora il dirigente della Rosa Bianca – perché c'è anche il tema di chi deve controllare. Dobbiamo predisporre del personale in più per verificare il green pass? Senza contare che non ci sono solo studenti, insegnanti e personale. Ma che girano per la scuola ci sono genitori, personale che viene fare manutenzione e altri”. C'è anche il tema delle mense e di chi va alle serali. “Io spero che quanto prima arrivi una azione di chiarimento dalla Provincia di Trento e dal Ministero perché per ora a pochi giorni dall'avvio dell'anno scolastico sappiamo ben poco”.
Sulla stessa linea è anche Andrea Schelfi dell'Alberghiero di Rovereto. “L'interesse di molti deve prevalere perché in caso contrario è inutile che poi andiamo ad insegnare educazione civica a scuola” ci dice in merito all'utilizzo del Green Pass confermando il fatto che fino ad ora non sono arrivate linee guida dalla Provincia. “ Stiamo attendendo – ci dice – le indicazioni del dipartimento”. E sulle sostituzioni degli insegnanti chiarisce: “Per i supplenti non potremmo di certo dare delle rassicurazioni sulla tempistica di lavoro e questa certamente è una criticità perché non so quanti accetteranno”.
Per il momento nelle scuole non si vedono i cosiddetti totem per i controlli. Forse arriveranno nei prossimi 25 giorni. Ad auspicare l'invio quanto prima da parte dell'Azienda sanitaria delle liste con gli insegnanti vaccinati per rendere più facili i controlli è anche Antonia Zamboni, dell'istituto tecnico, economico e tecnologico “Floriani” di Rovereto che spiega di ritenere giusto il fatto che il costo dei tamponi debba essere sostenuto direttamente dagli insegnanti. “Il vaccino è gratuito – ci dice – e se un persona, salvo per motivi di salute, decide di non farlo, è giusto che a pagarsi il tampone sia lei stessa. E' allucinante pensare che debba farsene carico la scuola”. Sulla obbligatorietà della vaccinazione per gli studenti Zamboni è più cauta. “Non so se è giusto costringere la vaccinazione per gli studenti. E' importante che siano protetti i più anziani anche se è vero che nelle ultime settimane l'età dei ricoveri è diminuita”.
“Indicazioni chiare” le chiede anche la dirigente Elena Ruggieri del Fontana di Rovereto. “Ci deve ancora arrivare la comunicazione operativa da parte della Provincia e speriamo arrivi presto” spiega . “ Il Green Pass – ci dice – mette tutti quanti in tranquillità ed è l'unico modo per permetterci di garantire la scuola in presenza”.













