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''Repressione di condotta antisindacale'', l'imprenditore Ebner condannato per l'improvvisa chiusura del quotidiano Trentino

Il sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige incassa una vittoria (''parziale'') sul fronte della condotta antisindacale da parte della società di Ebner. L'editore deve pubblicare sulle testate di proprietà la decisione del tribunale. Disposta inoltre anche in parte la compensazione delle spese

Di Luca Andreazza - 18 giugno 2021 - 18:58

TRENTO. Parzialmente accolta la richiesta di condotta antisindacale sulla vicenda che riguarda l'improvvisa chiusura del quotidiano Trentino. Il tribunale "ordina alla società S.i.e.-Società iniziative editoriali di fornire al comitato di redazione della testata [...] l'informativa necessaria a consentire allo stesso comitato di esprimere i pareri e di formulare le proposte in via preventiva".

 

Non solo il giudice "ordina la pubblicità della decisione, a spese della società S.i.e. - società iniziative editoriali mediante inserzione dell'epigrafe e del dispositivo" sulle testate l'Adige e il Corriere del Trentino, oltre che sull'online del Trentino. E' stata inoltre disposta la compensazione delle spese nella misura di metà e la condanna alla società resistente alla rifusione in favore dell'organizzazione sindacale, della residua metà, liquidata nella somma di 1.500 euro maggiorata del 15% per spese forfettarie.

La società S.i.e.-Società iniziative editoriali precisa attraverso una rettifica che: "Nel dispositivo del Giudice non vi è traccia del nome dell’editore; il provvedimento riguarda la società Sie e non una persona fisica, che non ha dunque subito alcuna condanna".

 

Il giudice rileva inoltre che "nella comunicazione, di cui alla nota del 15.2.2020, non è allegata alcuna situazione d’urgenza, tanto meno comprovata. In proposito appare condivisibile l’assunto di parte ricorrente secondo cui 'una decisione così grave (la cessazione di una testata storica come Il Trentino)' non può essere 'stata adottata in poche ore'; inoltre è corretto il rilievo, sempre di parte ricorrente, che nella nota sub doc. 8 la cessazione dell’attività della testata viene imputata agli andamenti economici negativi degli anni 2019 e 2020 e alla previsione per l’anno 2021".

 

Il sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige incassa, quindi, una vittoria sul fronte della condotta antisindacale della società di Ebner. La comparsa sulla scena trentina del proprietario altoatesino risale a novembre 2016 quando ha comprato il Trentino. Poi nel 2018 l'acquisizione anche de l'Adige. Nello stesso anno azioni imprenditoriali quali l'acquisizione del periodico Bazar e gli investimenti su Monitor. 

 

La proprietà, poi, ha aspettato l'avvio dell'anno per spegnere la luce al quotidiano di via Sanseverino, così che venissero confermati il grosso degli abbonamenti al Trentino per poi convertirli all'Adige senza colpo ferire (e senza grande rispetto nemmeno per i lettori trattati alla stregua di meri clienti per i quali una cosa vale l'altra).

 

"Non è vero - precisa sempre S.i.e - che la proprietà abbia aspettato l'avvio dell'anno per convertire gli abbonamenti ex Trentino all’Adige. E’ invece vero che gli abbonati sono stati contattati e avvisati della facoltà di ottenere la chiusura dell’abbonamento e il rimborso del dovuto".

 

Il tutto nonostante il 18 novembre 2020 (quindi due mesi prima la chiusura) si è promossa la fusione per incorporazione di Seta e Sie (facendo rientrare Trentino, Alto Adige e Adige tutti sotto lo stesso tetto) "che - veniva scritto sull'accordo - non avrà alcuna ricaduta occupazionale eccedente al numero di esuberi già individuati nell'ultimo anno. Il personale dipendente manterrà il medesimo trattamento giuridico, economico e contrattualmente precedentemente in essere". Tutto nero su bianco nel verbale di accordo; tutto saltato in barba a tutele, rispetto umano e professionale.

 

"Non è vero che in sede di fusione per incorporazione fosse già decisa la chiusura della testata 'Trentino' poiché se così fosse, bastava chiudere la testata", aggiunge S.i.e. che conclude: "La notizia è infine incompleta perché non riporta le motivazioni del rigetto delle altre due domande, che avrebbe fatto comprendere la correttezza del comportamento di Sie SpA nelle relazioni con il sindacato".

 

Una vicenda che era arrivata anche nella V commissione del Consiglio provinciale. Una seduta voluta e convocata in tempi stretti dalla consigliera provinciale Alessia Ambrosi per sentire le parti: il presidente della Camera di commercio di Bolzano che aveva ripercorso le tappe dall'acquisizione alla serrata. Poi sono stati ascoltati anche i giornalisti e la parte sindacale per avere un quadro completo e delineare alcune mosse che piazza Dante potrebbe intraprendere per cercare di salvaguardare la pianta occupazionale. Ora la sentenza del giudice del lavoro che accoglie le istanze del sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige.

 

 

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