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Trento
27 gennaio | 13:41

Mancato pagamento delle indennità in ferie. Il giudice condanna Trenitalia, 9 dipendenti vincono il ricorso. La Cgil: "E' la prima sentenza di questo tipo sul nostro territorio"

Il giudice del lavoro del tribunale di Trento ha accolto il ricorso di 9 tra macchinisti e capitreno seguiti dalla Filt Cgil. "Ora dovranno ricevere le somme spettanti e maturate tra il 2017 e il 2023. Auspichiamo adesso che questo principio possa trovare chiara applicazione anche nella parte normativa del contratto come già avviene per il trasporto pubblico locale"

Mancato pagamento delle indennità in ferie
di Redazione

TRENTO. Le indennità devono essere pagate anche in ferie. E' quanto deciso dal Tribunale del lavoro di Trento nell'accogliere il ricorso di 9 dipendenti di Trenitalia, macchinisti e capitreno, seguiti dalla Filt Cgil del Trentino e dall'Ufficio vertenze del sindacato di via Muredei con il patrocinio dell’avvocato Giovanni Guarini. La società è stata condannata dal giudice Giorgio Flaim a versare 147 mila e 884 euro come differenza retributiva per il periodo compreso tra il luglio del 2017 e il dicembre del 2023.

 

"E’ la prima sentenza di questo tipo sul nostro territorio. Prezioso è stato il lavoro del nostro ufficio vertenze", dice Franco Pinna, segretario provinciale della Filt Cgil. "E’ significativo non solo che sia stato riconosciuto il diritto a ricevere le indennità anche nei giorni di ferie, ma soprattutto il principio in base al quale il loro mancato riconoscimento e il conseguente danno retributivo potrebbe limitare il godimento delle ferie da parte delle lavoratrici e dei lavoratori che proprio per non perdere parte dello stipendio piuttosto rinunciano alle ferie. Auspichiamo adesso che questo principio possa trovare chiara applicazione anche nella parte normativa del contratto come già avviene per il trasporto pubblico locale".

 

Le lavoratrici e i lavoratori "hanno diritto a ricevere la retribuzione completa, comprensiva di indennità specifiche legate alle loro mansioni, anche durante le giornate di ferie", spiega la Filt Cgil. "Nello specifico è stato riconosciuto il diritto di questi addetti al conteggio della retribuzione spettante per i giorni di ferie delle indennità di utilizzazione professionale fino a oggi pagata forfettariamente nelle misure di 4,50 euro per i capotreno e di 12,80 euro per i macchinisti e dell’indennità di assenza dalla residenza, fino a oggi esclusa dal computo della retribuzione durante i periodi di ferie".

 

Il giudice del lavoro, sulla base di quanto previsto dalla Direttiva europea 2003/88 su alcuni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, nonché sulla base di alcuni importanti decisioni della Corte di cassazione, ha stabilito che ognuno dei due emolumenti rientra nella retribuzione ordinaria, che i lavoratori hanno diritto di percepire durante i periodi di ferie annuali.

 

Sulla stessa linea - aggiunge il sindacato - i pronunciamenti della Corte di cassazione che avevano precedentemente statuito che tali indennità sono corrisposte ai lavoratori in via continuativa e non occasionale poiché collegate immediatamente alle mansioni tipiche dei macchinisti e capotreno con la conseguenza che la retribuzione dovuta nel periodo di ferie comprende qualsiasi importo pecuniario che si pone in rapporto di collegamento all’esecuzione delle mansioni e che sia correlato allo status personale e professionale del lavoratore.

 

Inoltre la Suprema corte ha affermato che la mancata o ridotta corresponsione di queste indennità potrebbe scoraggiare il godimento delle ferie, tenuto conto della continuità dell’erogazione nel corso dell’anno e della loro incidenza sul trattamento economico mensile, ciò in contrasto con i principi secondo i quali “per la durata delle ferie annuali, deve essere mantenuta la retribuzione che il lavoratore percepisce in via ordinaria".

 

Il Giudice del lavoro di Trento ha confermato quindi l’orientamento della Corte di cassazione e ha riconosciuto ai ricorrenti il diritto al pagamento delle indennità di utilizzazione professionale e di assenza dalla residenza.

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