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Trento
07 giugno | 09:41

Magazzinieri licenziati, Sait vince la causa: bocciato il ricorso di 11 ex dipendenti. "Operazione legittima"

Un altro capitolo della lunga e complessa battaglia legale che coinvolge alcuni ex lavoratori del Consorzio Sait

(foto archivio - Imagoeconomica)
(foto archivio - Imagoeconomica)
di Redazione

TRENTO. Il Tribunale di Trento ha dato ragione al Consorzio Sait: il giudice Giorgio Flaim ha infatti ritenuto legittima l’esternalizzazione del magazzino e ha respinto il ricorso presentato da 11 ex dipendenti licenziati nel 2022.

 

È un altro capitolo di una lunga e complessa battaglia legale: secondo l'ultima sentenza, l’operazione di appalto a Movitrento è stata una scelta ragionevole, motivata da reali problemi organizzativi interni diversamente da quanto sostenuto da lavoratori e sindacati che invece vedevano nell'operazione un semplice tentativo di tagliare i costi del personale da parte dell'azienda.

 

Solo in due casi il ricorso è stato accolto, per un errore nell’attribuzione del punteggio in graduatoria. Per questi lavoratori è stato ordinato il reintegro (uno era già stato reintegrato nel 2023, l’altro è nel frattempo andato in pensione) con il riconoscimento di un'indennità. Per tutti gli altri i licenziamenti sono stati dichiarati legittimi. Il Consorzio delle cooperative di consumo trentine era assistito dagli avvocati Filippo Valcanover e Arturo Maresca.

 

La riorganizzazione, datata 2022, aveva inizialmente coinvolto circa 90 magazzinieri: dopo alcuni passaggi diretti a Movitrento, dimissioni e accordi incentivati, erano rimasti 53 esuberi. Nel luglio 2023 un’altra sentenza aveva inizialmente ritenuto i licenziamenti illegittimi per comportamento antisindacale: da lì erano partiti accordi con alcuni lavoratori, mentre una quindicina aveva scelto la via giudiziaria.

 

Gli 11 ricorrenti, assistiti dall’avvocata Angela Modena, contestavano soprattutto la genericità dei criteri di scelta (anzianità, carichi di famiglia ed esigenze tecnico-organizzative) e sostenevano che l’appalto nascondesse una mera somministrazione di manodopera, anche per l’utilizzo del sistema Voice da parte dei lavoratori di Movitrento.

 

Il giudice Flaim, in una sentenza di ben 269 pagine, ha rigettato queste tesi punto per punto: non è emerso alcun potere direttivo di Sait sui dipendenti di Movitrento, i criteri applicati non erano illegittimi e non sono state riscontrate informazioni false fornite ai sindacati.

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