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Sanità, i sindacati: “Fugatti si fa i selfie ai centri vaccinali e intanto al Santa Chiara chiude Pneumologia, chiederemo spiegazioni all'Apss”

Al di là delle chiacchiere e delle propagande politiche, scrivono i sindacati: "Questo emerge dalla gestione della sanità trentina in questa fase ancora drammatica per quanto riguarda la pandemia, il solito vizietto di spostare risorse importanti verso la sanità privata"

Di F.S. - 05 dicembre 2021 - 17:31

TRENTO. Al Santa Chiara chiude il reparto di Pneumologia e il personale viene trasferito a Malattie infettive per la gestione dell'emergenza Covid-19, i sindacati: “Sosteniamo le richieste di medici, infermieri, Oss e di tutto il personale di Pneumologia, siamo alla fine del secondo anno di pandemia, non si può più parlare di situazioni impreviste e imprevedibili”. Dopo essere stati informati dai loro associati della chiusura dell'Unità operativa e dei trasferimenti previsti insomma, anche Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl Sanità, Nursing up e Fenalt intervengono sulla questione: “Ieri da questi professionisti – dicono – è stata inviata una lettera ai vertici dell'Azienda sanitaria per porre l'attenzione sulla situazione difficile e preoccupante che andrà a crearsi con la chiusura del reparto”.

 

Secondo le sigle sindacali però è fondamentale che la missiva venga inoltrata anche alla Giunta provinciale e all'assessorato alla Salute, perché le “responsabilità di scelte così gravi” sono “di natura tecnica ma soprattutto politica”. All'interno della lettera, i firmatari sottolineano infatti che non si può più parlare di situazione imprevisti ed imprevedibili, scrivono i sindacati: “Visto che siamo alla fine del secondo anno di una pandemia che non accenna a finire e pertanto sono da chiamare in causa le scelte fatte fin qui, cioè una navigazione a vista senza una prospettiva chiara per affrontare in modo strutturale una carenza di personale ben risalente nel tempo che la pandemia ha soltanto acuito, costringendo a sforzi immani e non più sostenibili il personale in forza nelle varie strutture”.

 

Visto che però, continuano le sigle: “In questo settore specifico della Pneumologia non si può fare affidamento sul privato accreditato, si chiudono intere Unità operative come quella della Pneumologia, mettendo a rischio le necessità e le urgenze di patologie respiratore non-Covid”. Quelle, in pratica, di cui si occupa il reparto che è stato chiuso. “Tra l'altro – si legge nella nota – con il trasferimento del reparto e l'accorpamento del personale della Pneumologia con quello delle Malattie infettive, si crea un ulteriore disagio al personale di quest'ultimo reparto, che ora dovrà assistere pazienti con insufficienza respiratoria di tipo sub-intensivo senza aver ricevuto un'adeguata formazione. Permangono inoltre evidenti limiti logistici del reparto, che non faranno altro che aggravare la situazione di un personale già stressato”.

 

Per i sindacati insomma: “Al di là delle chiacchiere e delle propagande politiche, questo emerge dalla gestione della sanità trentina in questa fase ancora drammatica per quanto riguarda la pandemia, il solito vizietto di spostare risorse importanti verso la sanità privata, a discapito di quella pubblica. Ricordiamo tutti i 120 milioni di euro di tagli per la sanità pubblica che erano stati previsti dalla Giunta provinciale e l'incremento invece delle risorse per quella privata accreditata, la gestione autoreferenziale del personale dei servizi, la poca chiarezza e trasparenza delle risorse stanziate dal governo nazionale per l'emergenza, l'indifferenza alle richieste di confronto dalle organizzazioni sindacali e degli stessi professionisti della sanità, la negazione delle risorse per il rinnovo contrattuale 2019-2020 e delle indennità specifiche per il personale, sanitario e non, per la revisione degli ordinamenti professionali”.

 

Tutte situazioni che, secondo le varie sigle, rafforzano ancora di più le ragioni dello sciopero generale per il pubblico impiego indetto per il 16 dicembre: “Invitiamo poi tutto il personale a partecipare alle assemblee del 7 e 9 dicembre negli ospedali di Trento e Rovereto. Inoltre, domani tramite una missiva chiederemo spiegazioni ai vertici dell'Azienda sanitaria in merito alla chiusura della Pneumatologia di Trento”.

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