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| 05 dic 2021 | 19:41

Chiude Pneumologia al Santa Chiara, Zanella: “Quale destino in questa sanità trentina che naviga a vista?”

Il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella ha presentato un'interrogazione sulla questione: “Con questa decisione si tagliano di fatto 12 posti letto che potevano essere dedicati a pazienti con ventilazione non invasiva, passando da 26 posti letto complessivi tra infettivi e pneumologia, a soli 14, nonostante la fase emergenziale”

 

Chiude Pneumologia al Santa Chiara, Zanella: “Quale destino in questa sanità trentina che naviga a vista?”

TRENTO. “Pare che la Pneumologia sia stata chiusa in particolare per la carenza di personale infermieristico, non più in numero sufficiente per garantire la copertura dei turni: se così fosse significherebbe che invece di reclutare personale o recuperare da servizi 'meno essenziali' per rinforzarne uno che la pandemia ha reso fondamentale, si è deciso di chiudere quello essenziale”. Quale destino c'è quindi, si chiede in un'interrogazione il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella, per una sanità trentina che “naviga a vista”?

 

La stessa espressione era stata utilizzata anche dai sindacati per commentare la chiusura del reparto di Pneumologia e lo spostamento del personale nell'unità di Malattie infettive per la gestione dei casi Covid-19 (Qui Articolo). Nel loro intervento le sigle sindacali avevano parlato della mancanza di una “prospettiva chiara per affrontare in modo strutturale una carenza di personale che la pandemia ha soltanto acuito” e ora anche il consigliere di Futura indica l'assenza di una 'direzione' per la sanità trentina. 

 

“Apprendo che l’Unità operativa di pneumologia di Trento è stata (temporaneamente?) chiusa dall’oggi al domani – scrive Zanella nell'interrogazione –, privando l’ospedale di Trento di 12 posti letto dedicati a pazienti con problemi respiratori. Il tutto mentre siamo di fronte alla quarta ondata pandemica di Covid-19, che vede nella polmonite interstiziale una delle manifestazioni più tipiche delle forme gravi. Il personale operante nell’Unità operativa pare essere stato colto di sorpresa da questa decisione, difficile da comprendere vista la fase epidemiologica che stiamo attraversando e vista anche la necessità di dare risposte a tutti gli/le altri/e pazienti con problematiche pneumologiche”. 

 

Insomma il personale della struttura complessa di Pneumologia è stato spostato nel reparto di malattie infettive del Santa Chiara, sottolinea il consigliere: “Dove gestirà i casi di Covid-19 con complicanze respiratorie, ma su un massimo di 14 posti letto degli infettivi. Con questa decisione si tagliano di fatto 12 posti letto che potevano essere dedicati a pazienti con ventilazione non invasiva, passando da 26 posti letto complessivi tra infettivi e Pneumologia, a soli 14, nonostante la fase emergenziale”. 

 

La decisione di chiudere il reparto inoltre, continua Zanella, arriva dopo una serie di scelte (tra cui l'indizione di due concorsi per la nomina di un primario) che avrebbero evidenziato un “pensiero organizzativo diverso da parte di chi governa oggi la sanità trentina” rispetto a quello dell'ex dg Bordon, che puntava a "far diventare l'U.O. Complessa di Pneumatologia di Trento un'unità semplice sotto la struttura complessa di Arco". “Se l'idea però – continua il consigliere – è di lasciare l'unità complessa anche a Trento, si fatica a comprendere questa chiusura a meno che non sia, come si auspica, temporanea”. 

 

Ma le problematiche, secondo il consigliere, non finiscono qui: “Dopo quasi due anni dallo scoppio della pandemia – conclude infatti Zanella – il reparto di malattie infettive non è ancora stato completamente adeguato alla gestione della pandemia (per l’accesso all’area 'sporca' si transita ancora dal balcone esterno per il secondo inverno di fila) e forse solo ora si procederà a un adeguamento; i due gruppi medici e infermieristici del reparto di pneumologia e malattie infettive, stremati da venti mesi di ritmi serrati, saranno uniti e chi sarà in 'esubero' (nonostante la scarsità del personale presente nelle due UU.OO, si passerà comunque dal gestire 26 posti letto a 14) verrà probabilmente assegnato ad altre Unità operative. Infine, il personale infermieristico di malattie infettive pare non essere addestrato alla gestione di pazienti in ventilazione non invasiva, e dovrà quindi essere rapidamente formato alla gestione della ventilazione per garantire la sicurezza del paziente”. 

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