Ospedale di Tione, il sindacato: "Stiamo abituando l'utenza a non avere certi servizi sul territorio. Nuovo reparto di Cure intermedie? Non c'è personale"
Arriva la replica di Nursing Up, a seguito della comunicazione di Apss riguardo all'apertura del nuovo reparto che sostituirà la vecchia Rsao. Lavagnino: "Non riusciamo a capire la risposta dell'Apss. Il personale che abbiamo qui copre a sufficienza i sevizi necessari e indispensabili e fuori non se ne trova. Chirurgia chiusa nel weekend? Sappiamo che sarà così dal 2023. Ma a chi si rivolgerà l'utenza nel weekend?"

TIONE. "No depotenziamento all'Ospedale di Tione? E' quello che sta già accadendo. E' chiaro che per aprire un nuovo reparto il personale lo prenderanno all'interno della struttura, fuori non se ne trova". E' così che risponde all'Apss Fabio Lavagnino, dirigente sindacale di Nursing up e rappresentante Rsa/Rsu. Sono passati pochi giorni dalla nota ricevuta dall'Azienda Sanitaria, in risposta alle dichiarazioni dei consiglieri di CasaAutonomia.eu, che accusavano "uno spostamento di personale per aprire il reparto di Cure intermedie, magari prendendo infermieri dalla chiusura dell'Unità operativa di chirurgia, che dal 2023 potrebbe interrompere le sue attività 3 giorni su 7".
In questo momento storico non è una novità la grande difficoltà nel reperire medici e infermieri. "Con i tagli alla sanità pubblica - prosegue - è questa la situazione ora. Non riusciamo a capire la risposta dell'Apss: per aprire un nuovo reparto da circa 20 posti letto ci vuole un numero di personale elevato, ma noi questi numeri non li abbiamo. Il personale che abbiamo qui copre a sufficienza i sevizi necessari e indispensabili".
Il nuovo reparto andrebbe a "sostituire" la vecchia Residenza sanitaria ospedaliera di Tione (Rsao), chiusa il 31 ottobre 2022, in gestione della cooperativa Spes. L'assessora Stefania Segnana, a fine novembre per Cure intermedie aveva parlato di "18 posti letto di cui 2 per cure palliative e fine vita" e un aumento dell'organico previsto, quindi "1 medico, 1 coordinatore infermieristico, 8 infermieri, 10 oss e 1 terapista della riabilitazione" e "concorsi mirati che potrebbero permettere anche l’assunzione di personale della RsaO".
La riposta di Nursing up è chiara: "Avevano detto che avrebbero aperto il reparto con questi numeri, ora dicono 'gradualmente'. Stanno facendo passi indietro?". Un problema che non appare nuovo, soprattutto per gli ospedali di periferia. "Nessuno calcola che tanti andranno in pensione nei prossimi anni - dice il rappresentante di Nursing Up -. Gli ospedali periferici stanno morendo lentamente e si stanno solo limitando le attività, come a Chirurgia a Tione. La domanda che ci facciamo è, chiudendo il weekend a chi si rivolgerà l'utenza in quei giorni di chiusura? Il chirurgo c'è oppure no? Questo è un problema grave. All'interno dell'ospedale sappiamo bene che da gennaio 2023 l'Unità operativa di Chirurgia chiuderà 3 giorni su 7. Da 6 chirurghi noi ora siamo rimasti a 3, di infermieri tra ortopedia e chirurgia sono rimasti 15".
L'accusa perciò è che "si stanno abituando le persone a non avere certi servizi sul territorio - conclude Lavagnino -, e ad andare verso i centri più grossi come Trento, dove però sono oberati".


















