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| 02 mar 2023 | 19:26

Ospedale di Tione, manca personale per le Cure Intermendie. L'Apss lo cerca con avvisi in bacheca, Demagri: ''Gestione fallimentare di un assessorato latitante”

La RsaO di Tione, conclusa l'esperienza di struttura Covid, diventerà sede per le cure intermedie con una quindicina di posti, ai quali si aggiungono 2 ulteriori posti letto destinati alle cure palliative. Questa nuova struttura avrà una dotazione organica maggiore, con 8 infermieri, 10 Oss, 1 coordinatore infermieristico e 1 medico. Manca però personale, la capogruppo di Casa Autonomia.eu: "Perché non fare una riunione aperta a tutto il personale potenzialmente interessato ad un eventuale incardinamento presso le Cure Intermedie?"

Ospedale di Tione, manca personale per le Cure Intermendie

TRENTO. “E' una gestione da 'curatori fallimentari' quella che sembra aver messo in campo l'Apss”. Questo il commento duro che arriva dalla capogruppo in Consiglio provinciale di Casa Autonomia.eu in merito alla ricerca che l'azienda sanitaria sembra voler usare per cercare di attivare il reparto di 'Cure Intermedie' all'ospedale di Tione.

 

Stiamo parlando di un reparto importante perché al suo interno vengono portate avanti le attività necessarie per garantire un percorso di continuità ai pazienti dimessi, ancora in stato di fragilità, e con bisogni complessi di tipo clinico, assistenziale e sociale.

 

A fine dello scorso anno, infatti, l'assessora Stefania Segnana aveva annunciato l'istituzione del reparto. "Con questa decisione, già anticipata negli incontri con gli amministratori delle Giudicarie e con il personale sanitario, vogliamo offrire un servizio ulteriore al territorio: la RsaO di Tione, conclusa l'esperienza di struttura Covid, diventerà sede per le cure intermedie con una quindicina di posti, ai quali si aggiungono 2 ulteriori posti letto destinati alle cure palliative. Questa nuova struttura avrà una dotazione organica maggiore, con 8 infermieri, 10 Oss, 1 coordinatore infermieristico e 1 medico, inoltre vi sarà la possibilità, per i lavoratori della cooperativa, di essere assorbiti nella nuova organizzazione, con una garanzia di continuità per il personale che ha già maturato esperienza".

 

Purtroppo, però, le parole si sono scontrate con la realtà e la mancanza di professionisti si è fatta sentire anche in questo caso. Il personale sanitario, però, è rimasto sorpreso nel vedere come l'Apss sta cercando i professionisti: appeso alla bacheca è infatti comparso un foglio bianco con poche righe per raccogliere le disponibilità, entro il 10 marzo, del personale infermieristico e oss a svolgere la propria attività nel nuovo ambito delle cure intermedie. Un modo di fare reclutamento da parte dell'Apss che molti stanno criticando.


Non per nulla attrattivo – spiega la consigliera Demagri – e forse è stato fatto apposta così per evitare la creazione di nuove criticità in altri reparti nel caso qualcuno decidesse di cambiare ambito. In tanti si trovano già in difficoltà. Se per ipotesi nessuno aderisce come si muoverà Apss? Obbligherà il personale a lasciare il reparto di appartenenza per inserirlo nel Reparto di Cure Intermedie? Oppure sfrutterà la sospensione degli interventi chirurgici per mancanza di anestesisti?”

 

L'Azienda sanitaria ha istituito un tavolo di lavoro che sta elaborando progetti per l'attrattività e il trattenimento del personale. Un lavoro che dovrebbe mettere in campo azioni ben più importanti di un foglietto in bacheca. “Non voglio pensare che questo sia il prodotto di tanto lavoro” spiega la consigliera Demagri. “Questo purtroppo è l'effetto della disperazione di chi deve gestire le risorse umane e deve con poco fare tutto. Un assessorato latitante sotto tutti i punti di vista che a zampate di slogan chiede di aprire di qua e di là senza dare adeguata fornitura di risorse e programma”.

 

Ed ecco allora che la capogruppo di Casa Autonomia propone una iniziativa. “Perché non fare una riunione aperta a tutto il personale potenzialmente interessato ad un eventuale incardinamento presso le Cure Intermedie? Si presenta il modello organizzativo del nuovo reparto, gli obiettivi da raggiungere, la garanzia che ci sarà un periodo di formazione, un'ipotesi che metà personale potrebbe essere coperto da quello interno e il restante nuove assunzioni. Al termine della riunione sarà più facile trovare personale disponibile ad una nuova esperienza perché si sarà sentito attirato e direttamente coinvolto. L'Assessorato sta lasciando soli in trincea chi deve fare i conti con gli input che arrivano da Trento e la realtà locale già in difficoltà a trovare la disponibilità a lavorare in un ospedale periferico che oggi – conclude Demagri - non mostra segnali di novità se non il nuovo Direttore Medico che ha preso servizio da qualche giorno e sul quale tutti nutrono le proprie speranze”.

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