La Sanità in Trentino si sta sgretolando: "In un anno 60 medici hanno dato le dimissioni". L'allarme dei sindacati: "Dalla Pat non c'è la piena consapevolezza della situazione"
I dati sono stati forniti nel corso dell'iniziativa “Salviamo la sanità pubblica” per denunciare un sistema sanitario pubblico prossimo al collasso. Un momento promosso del personale sanitario, associazioni di pazienti e cittadini assieme ai sindacati

TRENTO. I numeri sono drammatici. L'uscita del personale medico ed infermieristico dall'Azienda sanitaria è continuo e ogni anno in Trentino sono sempre di più quelli che decidono di andarsene.
Il quadro è stato fatto nel corso dell'iniziativa che si è svolta a Trento, assieme altre 33 città italiane, che ha preso il nome di “Salviamo la sanità pubblica” per denunciare un sistema sanitario pubblico prossimo al collasso. Un momento promosso del personale sanitario, associazioni di pazienti e cittadini assieme ai sindacati
La mobilitazione è nata per chiedere di arrestare la deriva verso la privatizzazione dei servizi sanitari e la frantumazione di un diritto che la Costituzione vuole assicurare anche attraverso la valorizzazione dei professionisti, veri garanti della salute delle persone che tale deriva mette sempre più a rischio.
Una delle questioni poste al centro dell'assemblea a Trento è stata quelli della fuga del personale sanitario. “L'assessora alla Salute ci dice che i numeri sono stabili – spiega Luigi Diaspro (Fp Cgil) – ma non è così. Quella che sembra 'stabilità' è in realtà è dovuto al fatto che c'è un ricorso alle figure che in alcuni casi non esattamente specializzate e di questo ne risente la qualità”.
E ci sono poi i numeri che fanno tremare i polsi e che dimostrano come il sistema pubblico sanitario sia in grossa difficoltà. “Nel 2021 – ci spiega Diaspro – abbiamo avuto una quarantina di dimissioni da parte di medici. Se invece guardiamo al 2022 le dimissioni sono salite a 60. Stiamo parlando di un incremento dei medici importante in uscita”.
E le cose non vanno meglio per quanto riguarda gli infermieri. “In questo caso il tasso di abbandono è passato dallo 0,8% all'1,5% nel 2022. E' un dato doppio di uscita che viene anche in questo caso minimizzato dalla Giunta Provinciale”.
Un situazione che si aggrava con il passare del tempo e con non viene bloccata da adeguate politiche sanitarie. “Non c'è la piena consapevolezza di quello che sta accadendo – spiegano i sindacati – e che dovrebbe preoccupare. Anche un solo medico o un solo infermiere se lascia produce difficoltà organizzative importanti”.
Si va dall'impossibilità di godere delle ferie a turni che durano anche 12 ore. “Abbiamo sempre più professionisti che ci dicono di voler lasciare e passare a privato” continua Diaspro.
“C'è la necessità di invertire questa rotta puntando sulla qualificazione professionale ed economica. Servono risorse ma non sembra, per il momento, che la Provincia voglia seguire questa strada”.












