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| 28 ott 2021 | 19:25

Sanitari no-vax, altre 386 sospensioni. Ferro: ''Rischio appesantimento in alcuni reparti''. L'Ordine degli infermieri: ''Non vaccinati solo il 3% degli iscritti''

Nelle prossime ore verranno consegnate le raccomandante delle sospensioni agli interessati e l'auspicio da parte dell'Azienda sanitaria è che qualcuno possa cambiare idea. Per quanto riguarda la prima tranche di persone che lavorano in Apss su 117 soggetti sospesi attualmente sono 94 quelli che ancora non possono tornare al lavoro. Preoccupazione da parte dei sindacati per la tenuta dei reparti ​

 

Sanitari no-vax, altre 386 sospensioni

TRENTO. Sono 386 i dipendenti no vax dell'Azienda sanitaria colpiti dalla nuova ondata di sospensioni. Il numero è stato comunicato dall'Apss.

 

Tra martedì e mercoledì sono partite le lettere degli ordini professionali coinvolti e, con domani (venerdì) il direttore generale Antonio Ferro firmerà i fogli che saranno consegnati con raccomandate a mano dalla dirigenza sanitaria oppure dal primario.

 

In merito alla situazione dei reparti ospedalieri, il direttore generale dell'Azienda sanitaria, Antonio Ferro, ha spiegato che “Dovremo attendere che le sospensioni siano consegnate nelle prossime ore agli interessati. Sono sospensioni accompagnate da un colloquio ed io spero che ci sia ancora qualcuno che si ravveda. Già oggi alcuni sono andati a vaccinarsi”.

 

Il numero delle sospensioni, spiega sempre il direttore, sulla carta è distribuito nei vari reparti alcuni dei quali, però, rischiano “un appesantimento”. “L'elemento positivo – ha spiegato Ferro - è che si sono ridotti moltissimo i numeri e questo grazie al lavoro che è stato fatto dall'Azienda sanitaria di informazione, convincimento e di sollecito che ha ottenuto buoni frutti. Da circa 2000 interessati siamo arrivati a circa 700”.

 

I NUMERI

Per quanto riguarda la prima tranche di persone che lavorano in Apss su 117 soggetti sospesi attualmente sono 94 quelli tutt’ora sospesi poiché gli altri hanno scelto di aderire alla vaccinazione.

 

Per quanto riguarda la seconda tranche di accertamenti, che si chiude oggi, è stato accertato l’inadempimento vaccinale per 150 operatori di Apss, 47 dei quali non sono attualmente in servizio per vari motivi e per 236 operatori sanitari non di Apss.

 

Nel dettaglio, per quanto riguarda gli operatori di Apss si tratta di 5 medici, 62 infermieri, 28 tecnici sanitari, un'ostetrica, due psicologi e 52 operatori socio sanitari.

 

I SINDACATI

Preoccupazione invece nelle parole dei sindacati sia per le ripercussioni che le nuove sospensioni possono avere nei servizi che per un incremento dei carichi di lavoro.

 

“I vertici – spiega Marco Cont della Funzione Pubblica Cgil - ci hanno informato che sono tre le aree con le maggiori criticità: dialisi, pronto soccorso e attività operatoria. Il problema per la dialisi era già noto e l’Azienda ha detto che farà quanto possibile per garantire il servizio. Al pronto soccorso mancano soprattutto gli oss; per l’attività operatoria pesa l’assenza di infermieri strumentisti e infermieri di anestesia: carenza molto difficile da tamponare vista la particolare qualifica”. Al di fuori dell’Azienda sanitaria, poi, sono “in viaggio” altre 236 lettere di sospensione, che evidentemente andranno a interessare le case di riposo e le strutture della sanità privata.

 

Il sindacato ha manifestato la propria preoccupazione sulle dotazioni organiche che non rispondono alle esigenze. “Siamo stati informati – ha spiegato Cont - che per gli infermieri c’è una graduatoria con 200 persone: di queste, 18 stanno già lavorando in Azienda sanitaria, 75 lavorano nelle case di riposo, gli altri sono possibili prossime assunzioni. C’è una graduatoria anche per gli oss, ma si fatica ad assumerli perché, a nostro giudizio, risulta poco attrattiva la proposta del contratto di un anno”.

 

L'ORDINE DEGLI INFERMIERI

Sulla situazione ad intervenire è anche il presidente dell'Ordine degli Infermieri Daniel Pedrotti che ha sottolineato come solamente circa il 3% degli iscritti risulta non essere vaccinato. “Nel tardo pomeriggio di ieri – ha spiegato Pedrotti – abbiamo ricevuto l'ultima tranche di accertamenti di inosservanza dell'obbligo vaccinale e sono stati indicati 89 infermieri. Di questi 62 appartengono all'Apss, 8 all'area delle Rsa e poi ne abbiamo 5 di strutture private convenzionate. Ci sono inoltre 14 infermieri liberi professionisti”.

 

Queste 89 sospensioni di infermieri andranno a sommarsi alle precedenti 91. “Abbiamo 180 infermieri sospesi che sono circa il 3% degli iscritti totali” sottolinea Pedrotti. Il fatto che ci sia il 97% di iscritti vaccinati è un dato molto positivo”.

 

Chi ancora oggi non si è vaccinato il presidente dell'Ordine chiarisce che si tratta di “infermieri che stanno rinnegando il codice deontologico tenendo posizioni antiscientifiche che non possono trovare spazio nell'agire di chi è chiamato alla tutela della salute pubblica”.

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