Infermieri no-vax, già in poche settimane oltre il 20% dei sospesi ha deciso di vaccinarsi. Pedrotti: ''Siamo all'inizio, l'auspicio è che la percentuale salga''
Sono circa 120 gli infermieri che fino ad oggi sono stati sospesi ( la maggior parte degli iscritti all'ordine si è vaccinata). Il 20% che non aveva voluto vaccinarsi in poche settimane dalla sospensione ha cambiato idea. Pedrotti: "Gli effetti positivi della vaccinazione sul numero dei contagi, dei ricoveri in ospedale e in terapia intensiva e sulla mortalità sono sotto gli occhi di tutti"

TRENTO. Sospesi ma in poche settimane in molti hanno già cambiano idea. Stiamo parlando degli infermieri che operano nelle varie strutture sanitarie e socio-sanitarie trentine. Oltre il 20% di chi nelle ultime settimane è stato sospeso dall'Ordine, dopo aver ricevuto la comunicazione dall'Azienda sanitaria, perché aveva deciso di non vaccinarsi, ha poi deciso di farlo. “Un dato importante – ha spiegato il presidente dell'Ordine degli infermieri della Provincia di Trento, Daniel Pedrotti – e il nostro auspicio è che questa percentuale nei prossimi giorni possa aumentare ancora e in modo significativo”.
Tornando ai numeri forniti dall'Ordine, dei 120 infermieri sospesi fino ad oggi per inosservanza dell’obbligo vaccinale, previsto dalla Legge 76/2021, il 20% ha deciso in queste settimane di vaccinarsi e circa un 5% ha ricevuto il certificato di esenzione alla vaccinazione per specifiche condizioni cliniche documentate.
“Sappiamo – ha spiegato Pedrotti - che nei prossimi giorni ci sarà una nuova tranche di sospensioni. L’invito che rinnoviamo ai colleghi non ancora vaccinati è di farlo il prima possibile, per sé stessi, per i propri famigliari, parenti e amici, per la tenuta del sistema sanitario e in particolare per la sicurezza delle persone fragili che assistiamo ogni giorno”.
Gli effetti positivi della vaccinazione sul numero dei contagi, dei ricoveri in ospedale e in terapia intensiva e sulla mortalità sono sotto gli occhi di tutti, oltre che emergere in maniera solida dai risultati degli studi scientifici.
L'auspicio che arriva dall'Ordine è quello che gli infermieri che non si sono ancora vaccinati, senza motivazioni sanitarie valide e certificate, decidano di vaccinarsi a breve. “In questo modo si agisce - spiega Pedrotti - nel rispetto del nostro codice deontologico riconoscendo il valore delle evidenze scientifiche quale base dell’agire professionale e con responsabilità nei confronti della tutela della salute collettiva, in particolare delle persone fragili di cui ci prendiamo cura quotidianamente”.













