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| 03 lug 2021 | 11:06

Tragedia sul lago di Garda, emanato mandato d'arresto europeo per il turista alla guida del motoscafo. Canestrini: "Sterile il dibattito sul ritorno dei due in Germania"

La decisione della Procura di Brescia conferma come il ritorno in Germania dei due turisti indagati per l'incidente costato la vita a Umberto Garzarella e Greta Nedrotti non abbia migliorato la loro condizione in alcun modo. Canestrini: "Esiste un mandato di arresto comunitario che ha valore in tutti i Paesi membri"

Tragedia sul lago di Garda, emanato mandato d'arresto europeo per il turista alla guida del motoscafo

TRENTO. A distanza di due settimane dal tragico incidente che lo scorso 19 giugno a Salò è costato la vita a Umberto Garzarella, imprenditore di 37 anni, e Greta Nedrotti, 25enne fresca di laurea magistrale in economia e commercio, la Procura di Brescia ha emesso un mandato di arresto europeo per il 52enne tedesco che quella sera era alla guida del motoscafo Riva, lo stesso ripreso a barcollare e poi cadere in acqua dal sistema di videosorveglianza del rimessaggio dove era stata lasciata l'imbarcazione (Qui Articolo). Dopo il ritorno in Germania dei due indagati per l'incidente, sono state molte le voci in Italia che hanno criticato la magistratura, rea secondo una parte della vox populi di aver loro 'concesso' di ritornare in patria.

 

Come spiega Nicola Canestrini però (avvocato penalista, referente nazionale degli esperti di Fair trials international e responsabile osservatorio avvocati minacciati dell'Unione camere penali italiane) il fatto che i due turisti siano tornati in Germania dopo l'incidente non ha in nessun modo migliorato la loro posizione proprio perché, come  dimostrato dall'odierna decisione della Procura di Brescia, all'interno dell'Unione Europea, dice Canestrini: “Esiste un mandato di arresto comunitario. Non mi esprimo sul caso concreto, ma i giudici di tutta Europa possono emettere ordinanze cautelari che hanno valore in tutti i Paesi membri, senza alcun filtro politico. Il ritorno in Germania non garantisce alcun tipo di impunità. Ci sono dei tempi di accertamento alla fine dei quali, se dovessero essere condannati, i due potranno poi scontare la pena nel loro paese d'origine, un modus operandi del tutto normale in Europa”. Contando poi che nel nostro Paese un detenuto 'costa' in media dai 130 ai 190 euro al giorno, sottolinea l'avvocato, il fatto che i due possano eventualmente finire in un carcere tedesco sarebbe in ogni caso un notevole risparmio di soldi per la comunità.

 

“A meno che non si consideri la pena come esclusivamente punitiva – ribadisce Canestrini – è ovvio pensare di detenere un criminale vicino alla sua famiglia, ai suoi affetti. In generale ritengo tutta questa polemica sterile, una stupidaggine veicolata da chi giudica la situazione senza conoscere un minimo il mondo della giurisprudenza e del diritto”.

 

 

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