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Trasporti, la Uil consiglia agli autisti senza green pass di registrare le conversazioni con i responsabili dei controlli. Se questa è ''libertà di scelta''

Comunicato del segretario Petrolli che invita gli autisti senza green pass a presentarsi in azienda il 15 ottobre senza accedere al posto di lavoro comunicando che si è sprovvisti del certificato registrando il tutto in caso di sanzioni future. Tutto questo pur di non consigliare ai dipendenti di farsi quel semplicissimo, gratuito, velocissimo e utilissimo vaccino

Di Luca Pianesi - 11 October 2021 - 09:59

TRENTO. ''Consigliamo gli autisti, per non incorrere in possibili sanzioni disciplinari, (quelli sprovvisti di Green pass), di presentarsi in azienda il giorno 15 ottobre 2021, senza accedere all’interno del posto di lavoro, comunicare al responsabile controlli, registrando la conversazione, che si è sprovvisti di certificato verde. La registrazione va conservata e non divulgata per una possibile difesa o prova in caso di sanzioni future''. Ormai siamo arrivati a questo. A un sindacato che mentre i no-vax/no-green pass prendono d'assalto la sede di un altro sindacato a Roma compiendo un atto degno del peggior squadrismo fascista, invita i propri iscritti no-vax e che rischiano di restare senza green pass a registrare le conversazioni con chi li dovrà controllare in vista di possibili cause future.

 

A metterlo nero su bianco è il segretario della Uil Trasporti Nicola Petrolli e così mentre ieri davanti alla sede della Cgil Trento c'era anche la Uil Trentino a portare la sua solidarietà contro quello che è accaduto nella Capitale e a ribadire che solo con il vaccino ne usciamo da questo incubo, una parte si prepara a dare ''battaglia'', a partire dal 15 ottobre. Una posizione incomprensibile che soffia sulle paure dei lavoratori e li spinge a una protesta che a questo punto non è più comprensibile. Sono passati 10 mesi da quando, per fortuna, anzi, grazie alla scienza, la popolazione mondiale si sta vaccinando contro la più terribile delle epidemie dalla Spagnola ad oggi.

 

In questo lasso di tempo sono state fatte quasi 6,5 miliardi di dosi nel mondo e sono stati protetti con almeno una dose 3,73 miliardi di cittadini. In Italia si è fatta almeno una dose il 77% della popolazione. Questo vuol dire che chi, all'inizio, poteva nutrire qualche tipo di paura o dubbio sulla sicurezza del vaccino oggi non è più giustificato se la sua era una paura razionale. Oggi restano solo quelli che hanno una paura irrazionale e immotivata, fomentata da teorie bislacche e agitatori di professione che bene sanno come strumentalizzare chi si trova in queste condizioni. 

 

Sono quelli che si richiamano alla ''libertà di scelta'' ma la ''libertà di scelta'' c'è. Grazie al green pass si può scegliere se farsi il vaccino o i tamponi ogni 48 ore oppure si può decidere di non fare nessuno dei due e restare a casa. Scegliere si può come si può scegliere se fare la patente di guida e poi usare la macchina oppure non farla e andare a piedi o, ancora, restare a casa. 

 

Quel che è certo è che il vaccino è gratis, sicuro, comporta un fastidio minimo (quello di una puntura e per qualcuno un po' di indolenzimento al braccio e qualche linea di febbre) ha una protezione altissima (tra il 96 e il 99 per cento superiore a quella dei preservativi per la contraccezione che se ben usati arrivano al 99% ma nella pratica oscillano tra l'84 e l'85 per cento) dai ricoveri in ospedale o peggio dalla morte. Ed è fondamentale per arrestare la circolazione del virus perché va da sé che se siamo tutti protetti il 77% in più che esposti al 100% (come lo saremmo senza vaccino), frequentando persone con la stesso tipo di ''protezione'' riduciamo ulteriormente le possibilità di contrarlo per noi e per gli altri.

 

L'altra cosa certa è che chi si dovrà sottoporre ogni due giorni al tampone rappresenterà per il sistema un problema (e Zaia lo ha già detto che si rischia il collasso) perché terrà impegnati farmacisti, dottori, tecnici nel fare i test quando, invece, avrebbero da fare molte altre cose occupandosi dei malati e degli anziani che necessitano di cure e attenzioni. In più, c'è il paradosso: dovranno pagare decine di euro al mese per farsi ficcare degli spiacevolissimi bastoncini nel naso ingrassando, in questo modo, big pharma e tutto ciò che li preoccupa di più in termini di complottone internazionale.  

 

Nel comunicato stampa della Uil Trasporti si legge: ''Nei momenti di piena pandemia gli autisti di Trentino Trasporti, hanno lavorato anche senza dispositivi di protezione, facendo un servizio per la collettività efficiente ed efficace, rischiando di essere contagiati da qualsiasi persona che saliva a bordo, con l’obbligo di fare pure il biglietto. Avevano la possibilità, per chi voleva, di fare tamponi gratuiti (estate 2020) e ora con una immunità di gregge elevatissima, il governo impone obbligo Green Pass per il 15 ottobre, cosa alquanto discutibile, per non dire oscena''. Dimentica Petrolli che in piena pandemia e nell'estate 2020 non c'era quello che tutti speravano sarebbe arrivato il prima possibile: il vaccino.

 

Oggi tutto è cambiato, per fortuna, proprio grazie a questa scoperta e finalmente la società vede la luce in fondo al tunnel. Il sistema sta ripartendo e non si parla più, al momento, di chiusure e lockdown. Dall'altro lato se tutti facessero la ''libera scelta'' di queste persone e ragionassero come la Uil Trasporti che invece che spingere i suoi autisti a vaccinarsi spinge per i tamponi gratis ci ritroveremmo esattamente nella stessa situazione dello scorso anno. Per non parlare della ''libera scelta'' di fare i tamponi: questa libera scelta c'è solo perché la stragrande maggioranza della popolazione si è vaccinata altrimenti ''a voja'' a sfornare tamponi per tutti i 60 milioni di italiani ogni 48 ore magari gratis come li chiedono loro.

 

La Uil Trasporti prosegue il suo comunicato attaccando la scelta di Trentino Trasporti di far applicare la legge, chiedendo l'esibizione del green pass dal 15 ottobre per poter lavorare. L'ordine di servizio dell'azienda specifica che chi non ha il green pass non potrà ''accedere ai locali aziendali e la conseguente assenza sarà considerata assenza ingiustificata''. Un'assenza che ''potrà essere in futuro valutata ai fini di un inadempimento'' come è ovvio che sia a questo punto dopo 10 mesi di campagna vaccinale. Per garantire il servizio, poi, dal 15 ottobre sono state sospese le ferie per tutti così da assicurare il servizio agli utenti. Questo per Petrolli è scaricare ''la responsabilità sempre sui lavoratori, che per motivi di paura, ideologici, non si è vaccinata''.

 

''Se l’azienda dice che l’unico strumento di tutela della salute dei lavoratori è il Green pass - prosegue la Uil Trasporti -, vuol dire che i dispositivi dati in dotazione fino ad oggi non sono adeguati''. Una frase che non sta in piedi visto che ''prima'' non c'erano i vaccini e poi, da quando ci sono i vaccini, il livello di attenzione è rimasto altissimo per tutti e tutti continuano a mettere in atto quei comportamenti responsabili che ormai fanno parte della nostra quotidianità perché il virus c'è ed è meglio ridurre al minimo le possibilità di prenderselo. D'altronde se ti forniscono un giubbotto antiproiettile eviterai comunque di farti sparare addosso o no?  

 

Il finale è tutto un programma: ''Consigliamo gli autisti, per non incorrere in possibili sanzioni disciplinari, (quelli sprovvisti di Green pass), di presentarsi in azienda il giorno 15 ottobre 2021, senza accedere all’interno del posto di lavoro, comunicare al responsabile controlli, registrando la conversazione, che si è sprovvisti di certificato verde. La registrazione va conservata e non divulgata per una possibile difesa o prova in caso di sanzioni future''. Tutto questo per proteggere le proprie paure e le proprie teorie del complotto. E' questa ''libertà di scelta'' oppure un "me ne frego"?

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