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| 22 ago 2021 | 10:59

Troppi turisti e comportamenti incivili: a rischio il lago turchino del Sorapis. Parco delle Dolomiti: ''Importante salvaguardare questo ambiente''

A riportare l'attenzione sullo specchio d'acqua reso famoso per il suo colore è la Fondazione Dolomiti Unesco che lo ha definito “lago vulnerabile”. Da sempre molto fotografato negli ultimi anni ha visto un vero e proprio assalto, soprattutto nei mesi estivi, di turisti che vanno ad impattare un maniera forte sulle comunità vegetali e animali presenti, alcune a rischio estinzione

Troppi turisti e comportamenti incivili: a rischio il lago turchino del Sorapis

CORTINA. Migliaia di turisti, una frequentazione inconsapevole e talvolta incivile, stanno mettendo a rischio il lago turchino del Sorapiss che deve già fare i conti con i ghiacciai in ritiro e la sua biodiversità in estinzione.

 

E' stato chiamato “lago vulnerabile” dalla Fondazione Dolomiti Unesco che ha deciso di riportare la discussione sul turismo di massa che si è sviluppato negli ultimi anni e che va ad impattare in modo forte in una delle aree più belle delle Dolomiti Ampezzane. 

 

Nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, il massiccio del  Sorapiss (o Sorapìs) ospita nel versante nord tre ghiacciai in costante e forte ritiro fin dalla metà degli anni ‘80.

 

“Un ambiente estremamente delicato che Muse – Museo delle Scienze di Trento e Università degli Studi di Milano, in collaborazione con il Parco, stanno studiando dal punto di vista paesaggistico e biologico” si legge nella nota che accompagna il progetto del video pubblicato nei mesi scorsi sulla biodiversità in estinzione. “Attorno all’omonimo lago turchino, molto fotografato e preso d’assalto nei mesi estivi da migliaia di persone, sopravvivono infatti comunità vegetali e animali, alcune a rischio estinzione, che vanno studiate, protette e monitorate”. 

 

 

Il Lago del Sorapiss è una delle tante mete delle Dolomiti Ampezzane che con il tempo ha visto, grazie alla sua bellezza e al suo caratteristico colore, un considerevole aumento del turismo.

 

“Questo lago proprio grazie al suo colore – spiega  Michele Da Pozzo, direttore Parco delle Dolomiti d’Ampezzo – è super frequentato e ci stiamo ponendo dei dubbi sulla sostenibilità di tutto questo. Vogliamo salvaguardare l'ambiente pur facendolo rimanere fruibili nei limiti del possibile”. 

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