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Vaccini ai bambi si parte con i 5-11 anni, Palù (Aifa): ''Nessun caso di reazione avversa registrato. Zero-5 anni? A Pasqua l'esito dei test''

Il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco spiega che negli Stati Uniti hanno già vaccinato 4 milioni e 300 mila bambini e nessun caso di reazione avversa grave si è registrato. Per i più piccoli si attende l'esito degli studi di Pfizer e Moderna

Pubblicato il - 04 dicembre 2021 - 20:40

TRENTO. Vaccino per i bimbi tra i 5 e gli 11 anni è tutto pronto e garantito. Lo assicura il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palù ospite di Live in Courmayeur organizzata da Sky Tg24. Dal 16 dicembre, infatti, in Italia parte la somministrazione del vaccino ai bambini della fascia 5-11 anni e al riguardo Palù ha spiegato che "negli Stati Uniti contro il covid sono stati vaccinati 4 milioni e 300mila bambini, una platea superiore a quella dei bimbi che potenzialmente dovrebbero essere vaccinati dai 5 agli 11 anni in Italia. La società scientifica statunitense di pediatria non ha segnalato nessun caso di reazione avversa grave in questi bambini".

 

Inoltre sono stati "tremila i bambini", su cui è stato sperimentato il vaccino per Covid-19 e seguiti per gli studi, il che si traduce in "più di quanti sono stati testati per il vaccino per la pertosse. E se consideriamo gli studi di fase 3 sono molto di più in proporzione rispetto a tutti gli adulti over 18 testati", aggiunge Palù, ricordando che la dose pediatrica è un terzo di quella somministrata agli altri. Per il presidente di Aifa, "è poco etico aspettare di vedere quello che succederà negli Stati Uniti, non possiamo pensare che medici e scienziati abbiano autorizzato correndo dei rischi".

 

E per i piccolissimi, quelli tra 0 e 5 anni? "Le due aziende principali, Pfizer e Moderna, stanno facendo la sperimentazione nei più piccini, credo sarà questione di qualche mese. E' verosimile - ha spiegato Palù - avere i primi dati entro Pasqua. Forse l'agenzia statunitense Fda potrebbe esprimersi, ma non sono un divinatore". Insomma, "dobbiamo attendere gli studi valutativi - spiega il numero uno dell'Aifa -. In Italia l'incidenza nella popolazione da zero a 11 anni è di 300 casi per 100mila abitanti alla settimana, l'incidenza più alta dell'infezione. Ed è alta anche fra zero e 3 anni, poco meno dell'1% dei bambini oggi si ricovera. Prima non era così. La variante Delta è molto più contagiosa e infettiva - ricorda Palù -prima i bambini non si infettavano, non si ammalavano, non morivano. Oggi non è più così, succede anche tra 0 e 3 anni".

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