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Vaccino anticovid per i bambini, lo storico pediatra Pedrotti: ''Importante farlo. I più piccoli rischiano di rappresentare un serbatoio per il virus''

L'opinione di chi da molti è stato definito "l'angelo dei bambini". Padre, nonno, pediatra e fondatore dell’associazione “Amici della Neonatologia Trentina” Dino Pedrotti spiega: ''Occorre raggiungere con le somministrazioni il maggior numero di persone per fermare questo virus''

Di Giuseppe Fin - 01 dicembre 2021 - 05:01

TRENTO. “E' fondamentale vaccinare i bambini e allo stesso tempo è importante che per farlo ci sia il massimo coinvolgimento dei pediatri”. Dino Pedrotti è stato definito da molti “l'angelo dei bambini”, classe 1932, ha dedicato la sua vita all’organizzazione delle cure neonatali.

  

E' un padre, un nonno, un pediatra e fondatore dell’associazione “Amici della Neonatologia Trentina”. Sono proprio loro, i più piccoli, attorno ai quali ruota un confronto a livello nazionale sulla necessità di estendere la vaccinazione anticovid19 alle fasce di popolazione più giovane.

 

Il 25 novembre scorso l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato l’uso del vaccino anti-Covid di Pfizer-BioNtech per i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni. Oggi in Italia si attende il parere dell’Aifa per procedere con la vaccinazione e le prime somministrazioni potranno essere fatte dal 23 dicembre perché da quella data saranno pronte le formulazioni pediatriche come ha spiegato il coordinatore del Cts Franco Locatelli.

 

“E' bene capire che se vogliamo battere questo virus occorre raggiungere con il vaccino il maggior numero di persone” spiega a ilDolomiti.it il dottor Pedrotti. “Oggi – continua - sappiamo che tra i bambini ci sono stati alcuni casi gravi di infezione da Covid19 ma per la maggior parte hanno sintomi leggeri. Rimangono le continue varianti che vengono rilevate e rimangono quindi anche i rischi per i più giovani. Per questo io ritengo che sia razionale vaccinare i bambini per fermare questo virus”.

 

I bambini contagiati contribuiscono alla diffusione del Covid19 e in alcuni casi hanno la stessa suscettibilità all’infezione degli adulti, possono ammalarsi gravemente, sperimentando problemi di salute sia a breve sia a lungo termine a causa dell’infezione.

 

I dati sono forniti dai Pediatri italiani. Sappiamo che l’infezione da Covid-19 comporta rischi inversamente proporzionali all’età. In Italia, i dati disponibili ci dicono ( dati al 9 novembre, fonte ISS) che abbiamo avuto 36 decessi in bambini e adolescenti causati da Covid-19 in 18 mesi (tasso che corrisponde a quello registrato negli Stati Uniti, con 146 decessi tra 5 e 11 anni, pari a circa 1 su 100.000) e 206 ricoverati in terapia intensiva in età inferiore ai18 anni, di cui 39 nella fascia 5-11 anni. Qualche settimana fa anche a Trento un bimbo di appena un mese, positivo al Covid19, era stato trasferito in terapia intensiva neonatale (Qui l'articolo).

 

C'è, però, un discorso molto importante sul quale il pediatra Dino Pedrotti si sofferma. “Non possiamo pensare che vaccinare i bambini si faccia allo stesso modo degli adulti – spiega – perché occorre un'organizzazione importante e allo stesso tempo per farlo è necessario il coinvolgimento dei pediatri. Non è un processo semplice considerando che ora siamo in inverno, i pediatri stanno affrontando questa bronchiolite che risulta dall'infezione da virus respiratorio sinciziale diffuso in tutto il Paese (Qui l'articolo). Serve chiarezza nelle procedure e nell'organizzazione”.

 

Sull’opportunità di vaccinare i bambini al di sotto dei 12 anni, e più precisamente nella fascia 5-11 anni, la Società Italiana della Pediatria, assieme alla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), all’Associazione Culturale Pediatri (Acp) e alla Federazione delle Società Scientifiche e delle Associazioni di Area Pediatrica (Fiarped) è stato prodotto un documento a favore dei vaccini (QUI IL DOCUMENTOcon tutte le spiegazioni sul perché i bambini di questa fascia di età devono essere vaccinati e con tutte le risposte alle tante domande che emergono in questi giorni da parte dei genitori.

 

“E' normale che ci siano dei dubbi visto la tanta confusione che c'è – conclude Pedrotti – ma per me è importante sicuramente da un punto di vista razionale che i bambini siano vaccinati perché rischiano di rappresentare un 'serbatoio' per il virus. Gli studi stanno continuando e i dati che abbiamo fino ad ora mostrano che i bambini sopportano bene la vaccinazione ed è bene farla”.  

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