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Vaccini scambiati per errore, Ferro: “Diversi studi suggeriscono di mescolare le dosi per avere una miglior risposta anticorpale”

Dopo il nuovo errore parla Ferro, il dirigente del dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria: “Abbiamo apprezzato da parte dell’operatrice che ha sbagliato il fatto che abbia comunicato subito l’errore quando invece avrebbe potuto buttare il flaconcino e nessuno avrebbe saputo niente”

Di Tiziano Grottolo - 10 June 2021 - 19:02

TRENTO. Lo scorso 8 giugno al drive through di San Vincenzo a Trento sono state somministrate per errore 11 dosi di un vaccino diverso da quello previsto per la fascia d’età/categoria delle persone che si erano prenotate. Per la precisione si tratta di 7 richiami e 4 prime dosi. “Tutte le persone sono state immediatamente contattate” assicura Antonio Ferro dirigente del dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria.

 

Il problema è stato messo in evidenza da un controllo di qualità che è stato effettuato dopo la vaccinazione. In sostanza, secondo quanto ricostruisce l’Apss, un’assistente sanitaria ha prelevato dal frigo una boccetta di AstraZeneca (Vaxzevria) anziché quella di Moderna che avrebbe dovuto utilizzare. Da entrambe è possibile ricavare 11 dosi (invece da Pfizer/BioNTech si arriva a 7) per questo ci si è accorti dell’errore solo quando l’operatrice ha notato che le etichette utilizzate per riconoscere le dosi non combaciavano. “Si tratta di un’assistente sanitaria che lavorava da mesi quindi non è un problema di stress ma un mero errore umano. Solitamente – prosegue Ferro – nello stesso hub vaccinale vengono somministrate fra le 3.000 e le 3.500 dosi, mentre quel giorno ce ne sono state solo 2.000 ma con tutti e quattro i tipi di vaccino”.

 

Le persone interessate dall’errore sono state contattate, rassicurate ed è stata offerta loro la possibilità di avere un colloquio e di sottoporsi a un test sierologico per verificare la presenza degli anticorpi. “Diversi studi – sostiene Ferro – suggeriscono addirittura di mescolare i due vaccini per avere una miglior risposta anticorpale, per cui non riteniamo che quanto accaduto possa dare dei problemi ma lo verificheremo. D’altra parte le persone che hanno ricevuto AstraZeneca non fanno parte della categoria sotto i 40 anni. Abbiamo apprezzato da parte dell’operatrice che ha sbagliato il fatto che abbia comunicato subito l’errore quando invece avrebbe potuto buttare il flaconcino e nessuno avrebbe saputo niente”

 

La comunicazione tempestiva, sostiene sempre il dirigente sanitario, ha permesso all’Azienda sanitaria di informare in maniera trasparente tutte le persone e rendere noto questo controllo di qualità. Effettivamente è un passo in avanti rispetto a quanto avvenuto lo scorso gennaio (quando venne inoculata una semplice soluzione fisiologica al posto del vaccino) visto che l’Apss ammise l’errore solo dopo la pubblicazione da parte de Il Dolomiti di un articolo a riguardo (scritto il 21gennaio e pubblicato la mattina seguente) quando per tutta la giornata si era cercato di mettersi in contatto con i vertici sanitari che però erano risultati misteriosamente irreperibili.

 

Ad ogni modo per le persone coinvolte non dovrebbero esserci conseguenze. Da letteratura non dovrebbero esserci problemi, ma ci sarà un monitoraggio”, conclude Ferro. Nel frattempo l’Apss adotterà delle correzioni per evitare che questi errori si ripetano: i controlli d’ora in avanti saranno svolti da una terza persona prima e non post somministrazione, dopodiché ogni vaccino avrà un contenitore di colore diverso in modo tale da rendere più facile il riconoscimento.

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