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Variante sudafricana, “zona rossa” e obbligo di tampone per entrare e uscire in 5 Comuni e un'intera valle dell'Alto Adige. Ecco le attività consentite

Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha esteso le misure stabilite per i primi 4 Comuni in cui è stata individuata la variante sudafricana anche a Malles Venosta, Lana e all'intera Val Passiria

Di Davide Leveghi - 21 febbraio 2021 - 09:58

BOLZANO. Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha firmato una nuova ordinanza con cui estende le misure disposte per i primi 4 Comuni in cui è stata rilevata la presenza della variante sudafricana ad altri 3 territori. L'intera Val Passiria, essendo tre i Comuni colpiti, viene allo stesso tempo “chiusa” all'entrata e all'uscita, con l'obbligo di presentare un tampone negativo effettuato entro 72 ore.

 

L'ordinanza, firmata nella serata di sabato 20 febbraio, stabilisce dunque delle misure univoche per i Comuni di Merano, San Pancrazio, Rifiano, Moso in Passiria, Malles Venosta, Lana, San Leonardo in Passiria, Caines e San Martino in Passiria. L'unica differenza consiste nell'entrata in vigore del divieto di spostamento, eccetto per motivi di lavoro, salute e necessità, se non in possesso di un tampone prc o antigenico effettuato almeno 72 ore prima. Rispetto ai primi 4 Comuni colpiti e interessati dalle misure restrittive (Merano, Moso in Passiria, Rifiano e San Pancrazio), i territori di Malles, Lana, Caines, San Leonardo e San Martino in Passiria vedranno entrare in vigore l'obbligo di test dalla giornata di mercoledì 24 febbraio e non lunedì 22 febbraio.

 

Dall'obbligo di tampone sono esentati il personale sanitario, sociosanitario, dei servizi sociali e di soccorso, le forze dell'ordine e i militari in servizio sul territorio. Una serie di categorie sono inoltre oggetto di provvedimenti che semplificano lo svolgimento dell'attività. Viene ad esempio ampliato l'accesso alle attività pedagogiche, scolastiche e didattiche e all'assistenza all'infanzia per i figli dei genitori appartenenti al “personale docente e attualmente impegnato a tempo pieno nella didattica a distanza, che non abbia altra possibilità per accudire i figli in ambito familiare”.

 

Al tempo stesso “le imprese dei settori produttivi e quelle operanti nei cantieri” possono proseguire l'attività ma solo “prestando rigorosa attenzione al rispetto dei protocolli di sicurezza, in particolare per quanto riguarda le disposizioni sullo svolgimento dei test antigenici rapidi o molecolari nei confronti dei dipendenti e collaboratori”. Soprattutto, inoltre, “i fornitori che entrano o escono dai territori dei suddetti Comuni per effettuare operazioni di carico/scarico merci, senza avere contatti con altre persone, sono esentati dall'obbligo di presentazione della certificazione dell'esito negativo di un test antigenico o molecolare”.

 

Dall'obbligo di presentazione del test negativo sono inoltre esentati tutti quei soggetti che devono attraversare i territori comunali in questione per recarsi al lavoro. Regole di sicurezza stringenti sono inoltre previste per la ripresa, a partire da lunedì 22 febbraio, degli esami di bi- e trilinguismo per l'accesso all'impiego pubblico, così come le altre prove selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni.

 

Ogni informazione riguardante le stazioni di test verrà mano a mano comunicata dall'Azienda sanitaria. Sull'opportunità di estendere le misure a tutto il territorio provinciale, il presidente Kompatscher aveva inoltre dichiarato che “se si trovassero altri casi all'infuori dei Comuni, le misure potrebbero essere estese a tutto l'Alto Adige”.

 

 

 

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