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Voce del Trentino, cittadini ed enti dicono 'basta': ''Chi scrive queste infamie non metta in bocca alla comunità sentimenti e idee frutto della sua spaventosa disumanità''

Sono alcune delle associazioni e dei sindacati più rappresentativi del territorio e hanno fatto una lettera (che anche i cittadini possono sottoscrivere) per ribadire che i trentini con quanto scritto il 25 aprile dall'editore del sito Roberto Conci non hanno nulla a cui spartire: ''Non esiste un sentire comune che pensa che un albanese, un nordafricano, un nigeriano siano buoni solo come braccia da sfruttare o solo quando sono morti''

Di Luca Pianesi - 28 aprile 2021 - 16:27

TRENTO. ''E’ molto difficile contenere lo sdegno per quanto apparso sul quotidiano online La voce del Trentino, proprio il giorno in cui si festeggia la liberazione dalla dittatura. L’articolo, “25 aprile: liberati da che? ”, già fortemente criticato, mette in fila una sequenza aberrante di affermazioni, cercando di farle passare come un sentire comune. Non esiste un sentire comune che pensa che un albanese, un nordafricano, un nigeriano siano buoni solo come braccia da sfruttare o solo quando sono morti. Non metta il redattore di queste infamie in bocca alla comunità trentina sentimenti ed idee frutto della sua spaventosa disumanità. Ribadiamo che ci sono limiti che non possono essere valicati, pena portare il confronto su un piano che una comunità che si rifà ai valori della Costituzione non può tollerare, senza vederne minate le fondamenta''. Questi alcuni passaggi di una lettera sottoscritta da sedici associazioni ed enti trentini dei più rappresentativi e che anche i cittadini possono firmare con una petizione su Change.org.

 

Il tutto per dire ''basta, questa volta si è superato ogni limite'' per un sito che ha abituato il sistema trentino al peggio del peggio ma che questa volta è andato oltre ogni livello. Il tutto per cercare di riportare il sistema sui binari della civiltà e non farlo deragliare nello scontro permanente, nella paura dell'altro, nell'oscurantismo, nel razzismo, nella mostruosità di certe affermazioni. A sostenere questa presa di posizione sono Acli, Alfid, Anpi, Arci, Csv, Cnca, Forum per la Pace, Ipsia, Libera, Uisp, Cgil, Cisl, Uil, Acset, Mamme per la pelle e l'Arcidiocesi di Trento ma come detto ogni cittadino può fare la sua piccolissima parte per dire ''basta''.

 

Il riferimento, ovviamente, è a un articolo pubblicato proprio il 25 aprile sulla Voce del Trentino firmato dall'editore del sito Roberto Conci, che al suo interno contiene delle vere e proprie aberrazioni, un surrogato di luoghi comuni dei più beceri che mostrano un retropensiero da far tremare i polsi e che anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha bollato senza se e senza ma con queste parole: ''Argomenti simili venivano utilizzati dai nazisti nei confronti degli ebrei o dal Ku Klux Klan quando se la prendeva con i neri e anche con gli immigrati italiani''. 

 

Ed è impossibile non dare ragione al primo cittadino del capoluogo e ai tanti consiglieri di Pd, Futura, Patt, Onda Civica, Verdi che sono intervenuti per prendere le distanze da quanto viene pubblicato su questo ''sito che non merita neppure d'essere citato'' (come lo ha definito Ianeselli).

 

Ecco alcune delle frasi di quell'articolo:

 

Guardo dalla finestra e vedo due extracomunitari col solito berrettino da gang latine, entrambi seduti sulle nostre biciclette rubate, uno da delle bustine all’altro, sicuramente non di zucchero, che replica tirando fuori un rotolone di banconote da 50 euro. Allora mi chiedo da che cosa ci siamo liberati. Dal fascismo? Che vista la situazione molti rimpiangono, e da taluni viene proprio invocato.

 

E poi:

 

Tagliamo subito il solito ritornello che molti extracomunitari lavorano e sono bravi ecc… a loro gli si può incolpare comunque che di certo non si sprecano nel denunciare e stigmatizzare il comportamento dei loro connazionali, anzi, sembra proprio che si guardino la punta delle scarpe anziché puntare il dito contro coloro che infangano la loro reputazione generando nel pensiero comune che un albanese, un nordafricano o un nigeriano sono buoni solo quando morti.​ Una grande maggioranza tra quelli vivi, impunemente uccide i nostri figli col veleno della droga rovinando intere famiglie, insozza i nostri parchi, violenta ragazzine, vive di reati contro il patrimonio.​

 

O questa che arriva addirittura a mettere in mezzo i bambini:

 

La loro efficiente organizzazione si basa anche sulla messe di contributi assistenziali che ricevono a pioggia, così l’albanese o il nordafricano possono comodamente spacciare dalle loro case Itea mentre al loro paese si costruiscono alberghi vista mare (è cronaca), i figli con chi sa quale esempio genitoriale frequentano le scuole generando un rallentamento nei programmi scolastici con la scusa dell’inclusione, e spesso l’esempio genitoriale e la cultura spesso violenta e arretrata si ripercuote nei rapporti tra studenti, con un bullismo imperante e modelli imitativi da gang.

 

Obbligatorio prendere una posizione pubblica rispetto a certo linguaggio per resistere all'imbarbarimento della società e perché è evidente il tentativo di alzare l'asticella, sempre di più, di permettersi parole e concetti sempre più spaventosi cosicché se oggi si sdogana questo domani chissà a cosa si potrà arrivare. Ma, fortunatamente, c'è una larga parte della comunità che ha deciso di reagire. Sono partite le segnalazioni alle forze dell'ordine e agli enti che si occupano di bloccare l'odio e il razzismo in rete e all'ordine dei giornalisti.

 

Ed è stata anche promossa una lettera firmata che pubblichiamo integralmente qui sotto:

 

 

 

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