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''Abbiamo lottato assieme a lui, ma non c'è stato nulla da fare'', il dolore dei sanitari per la morte del 12enne Carlo Alberto colpito da un malore durante una corsa

L'Azienda sanitaria spiega: "Su indicazione dei sanitari, d'intesa con la famiglia e con il presidente Zaia, che ha sempre seguito personalmente l'evolversi della situazione verrà effettuato il riscontro diagnostico per chiarire con la massima precisione le cause del decesso. Il cuore verrà inviato all’équipe della professoressa Cristina Basso, docente ordinario di Anatomia patologica dell'Università di Padova e tra le massime esperte a livello mondiale di cardiopatologie e morte improvvisa"

Pubblicato il - 27 January 2022 - 07:42

TREVISO. “Abbiamo sperato fino all'ultimo, e lottato assieme a lui, e fatto tutto il possibile, per salvare la vita a Carlo Alberto Conte. Purtroppo non c'è stato nulla da fare”. Sono parole piene di dolore quelle che arrivano da Francesco Benazzi direttore generale dell'Ulss 2. Dolore che attraversa tutta l'Azienda sanitaria per la morte del dodicenne padovano, colpito domenica mattina da arresto cardiaco durante una gara di corsa.

 

"Il ragazzo è arrivato al Ca’ Foncello con un quadro gravissimo - spiega il dottor Giuseppe Minniti, primario di cardiochirurgia del Ca' Foncello -. Essendoci alcuni parametri che facevano ritenere potesse esistere una possibilità di salvarlo abbiamo deciso di applicare, per tentare tutto il possibile, la circolazione extracorporea (Ecmo). Purtroppo con il passare delle ore abbiamo riscontrato che i danni erano tali da determinare, in breve tempo, la morte cerebrale.   Nella maggior parte dei casi di morte improvvisa in giovani atleti - sottolinea Minniti - c'è una predisposizione a sviluppare aritmie che spesso viene evidenziata nel corso degli screening cui sono sottoposti. In rari casi, purtroppo, non emerge alcuna anomalia nel corso delle visite agonistiche".

 

Quello che ha colpito Carlo Alberto è un caso che verrà ora studiato dai massimi esperti a livello mondiale.

 

"Su indicazione dei sanitari, d'intesa con la famiglia e con il presidente Zaia, che ha sempre seguito personalmente l'evolversi della situazione - spiega Benazzi - verrà effettuato il riscontro diagnostico per chiarire con la massima precisione le cause del decesso. Il cuore verrà inviato all’équipe della professoressa Cristina Basso, docente ordinario di Anatomia patologica dell'Università di Padova e tra le massime esperte a livello mondiale di cardiopatologie e morte improvvisa".

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