Assalti a 15 bancomat in tutto il Triveneto (compreso il Trentino): 11 arrestati. Si sarebbero intascati fino a 60mila euro
Avevano colpito anche il Trentino, in particolare gli istituti di credito di Novaledo e Castelnuovo nell'aprile del 2021: in tutto i furti messi a segno avrebbero fruttato dai 35mila ai 60mila euro in contanti

TRENTO. Dal Veneto al Trentino fino al Friuli Venezia Giulia: sono 15 in tutti i furti (portati a termine o tentati) che avrebbe messo a segno tra il 2020 ed il 2021 una 'banda' di 11 individui, oggi gravemente indiziati di far parte di un'associazione a delinquere dedita ad assalti a sportelli automatici di istituti di credito ed uffici postali in tutto il Triveneto.
Si tratta, dicono i carabinieri, di 11 soggetti di nazionalità italiana “gravitanti nell'ambiente dei cosiddetti 'giostrai'”, colpiti pochi giorni fa da un'ordinanza cautelare del Gip del Tribunale di Treviso per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati: il modus operandi della 'banda', spiegano le forze dell'ordine, era legato all'utilizzo di ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale. Per 8 degli indagati è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere mentre per i restanti 3 è scattato l'obbligo di dimora nei Comuni di rispettiva residenza.
Dagli elementi raccolti durante le indagini, si legge in una nota dei carabinieri di Treviso, si può ipotizzare che l'organizzazione sul territorio provinciale “potesse contare su una base logistico-operativa per pianificare le azioni predatorie e allestire le cosiddette 'marmotte' esplosive, nonché su un garage dove custodire la berlina di grossa cilindrata utilizzata per compiere le scorrerie esplosive”.
Come detto sono 15 in tutti i furti (realizzati o tentati) per i quali gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati: gli obiettivi (sempre istituti di credito e uffici postali) sono stati selezionati nelle province di Treviso, Venezia, Rovigo, Pordenone, Udine e Trento. In Trentino in particolare, la 'banda' ha agito il 21 aprile del 2021 a Novaledo e Castelnuovo. In tutto, dicono i militari, i reati per cui si procede hanno fruttato somme comprese tra i 35mila ed i 60mila euro in contanti.
“In base ai risultati delle indagini svolte – scrivono i carabinieri - si è ipotizzato che l’associazione a delinquere si fosse specializzata nella programmatica spoliazione degli sportelli ATM mediante tipico modus operandi consistente nell’impiego di ordigni esplosivi auto-costruiti contenenti polvere pirica e/o esplosivo plastico ad alto potenziale con miccia detonante per far deflagrare le casseforti, procedere al trafugamento del denaro contante ivi custodito. Si ritiene che gli indagati si spostassero ad altissima velocità dai luoghi interessati a bordo di autovettura di grossa cilindrata sulla quale venivano trasportati estintori antincendio e disturbatori di frequenze per rendere difficoltose eventuali localizzazioni o inseguimenti da parte delle pattuglie delle forze dell’ordine”.

















