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| 20 gen 2022 | 09:58

Attacco hacker alla sanità veneta, sequestrato nelle ultime ore un sito uzbeko

Il colpo è avvenuto alle 3 del 3 dicembre. Quella mattina un gruppo di hacker ha attaccato la rete informatica dell'Ulss Euganea attivando un malware che ha determinato l’improvviso blocco di tutti i sistemi informativi aziendali. Una parte dei dati successivamente erano stati diffusi nel darl web

PADOVA. Sarebbe riconducibile ad un dominio uzbeko l'attacco hacker che nei giorni scorsi ha visto come vittima l'Ulss Euganea. Nelle scorse ore, infatti, la Procura avrebbe individuato i pirati informatici e disposto il sequestro di un sito.

 

Dalle prime informazioni si tratta di un sito web che conteneva i dati diffusi dai pirati informatici "lockbit 2.0" che hanno hackerato i dati della Ulss 6 Euganea di Padova. Una parte dei dati era stata diffusa nel Dark web nei giorni scorsi (QUI I DATI). Erano presenti referti medici e tanto altro. 

L’attività giudiziaria e di indagine portata avanti dalle forze dell'ordine  era nata a seguito di una richiesta di estorsione. 

 

QUI LA VICENDA

La richiesta di riscatto sarebbe stata di 800mila euro. L'azienda sanitaria veneta con sede a Padova si sarebbe vista rubare dati sensibili di ogni tipo, circa 10.000 file esfiltrati durante un attacco hacker avvenuto a inizio dicembre.

Il colpo è avvenuto alle 3 del 3 dicembre. Quella mattina un gruppo di hacker ha attaccato la rete informatica dell'Ulss attivando un malware che ha determinato l’improvviso blocco di tutti i sistemi informativi aziendali. ''Il personale informatico dell’Azienda - spiega l'Ulss6 - ha prontamente messo in sicurezza i sistemi isolando le macchine infette, al fine di contenere al meglio l’effetto virale. Si è quindi provveduto alla preparazione di una nuova infrastruttura di emergenza con l’obiettivo di riattivare gradualmente i servizi”. 

 

Successivamente si era parlato ad un rinvio del termine per il pagamento del riscatto ma alla fine i criminali hanno iniziato a pubblicare i dati sul Dark Web

“I criminali, differentemente da quanto annunciato sul web con il rinvio di tre giorni dell’ultimatum – ha spiegato in un comunicato l'Ulss6 - alle 23.20 di sabato 15 gennaio hanno attuato ciò che avevano minacciato”.

 

L'INTERVENTO DELLA POLIZIA POSTALE 
La pubblicazione dei dati ha permesso alla polizia postale e delle telecomunicazioni  a rilevare l'origine del flusso di dati. Le forze dell'ordine sono poi riusciti a bloccarlo su ordine della  bloccandola su ordine della Direzione distrettuale antimafia.

 

Si è poi riusciti ad individuare e a sequestrare l'origine dell'attacco: si tratta di un attacco riconducibile al dominio uzbeko lockbitatp.uz.

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