Bollette energetiche, 1 artigiano su 10 teme la chiusura. L'allarme di Confartigianato bellunese: ''Cosa accadrà con i costi del riscaldamento?''
L'auspicio da parte di Confartigianato è quello di un rapido ed efficace intervento dell’Ue. Scarzanella: "Le nostre imprese sono già gravate dalle difficoltà dei due anni difficili del Covid"

BELLUNO. Una preoccupazione altissima e difficoltà che continuano ad aumentare. Gli aumenti delle bollette stanno facendo tremare i polsi a moltissimi artigiani. Secondo un'analisi effettuata da Confartigianato 1 artigiano su 10 teme la chiusura. In poche parole, una micro piccola impresa su dieci rischia di dover chiudere per effetto delle bollette dell’elettricità. E con l’inverno alle porte spaventa il combinato disposto di luce e gas.
Confartigianato ha somministrato un questionario a un centinaio di imprese associate, rappresentative di tutti i settori e delle diverse aree della provincia. Le domande partono dall’analisi degli aumenti registrati nell’ultima bolletta, sia della luce sia del gas (anche se il secondo caso è meno significativo, perché i mesi estivi non richiedono un uso particolarmente elevato di metano, specialmente nelle imprese che non utilizzano questa fonte energetica per motivi produttivi). E proseguono con le strategie adottate per contenere i costi.
Risulta che il 57% delle imprese ha registrato aumenti superiori al 50% nell’ultima bolletta elettrica, e addirittura il 36% ha ricevuto un conto superiore del 100% rispetto a un anno fa.
Quasi due artigiani su 10 hanno già attuato (o lo faranno a breve) modifiche agli orari di produzione per far fronte all’emergenza energetica, mentre 1 su 10 sta valutando la chiusura per l’insostenibilità delle bollette. Chi utilizza forme di energia alternativa (il 16,3% ha già provveduto) si indirizza principalmente sui pannelli fotovoltaici (81,3%) e sulle biomasse (18,8%).
Uno scenario definito “quanto mai preoccupante” dalla presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella. “Un’impresa su 10 teme di dover chiudere a causa della bolletta elettrica, aumentata a dismisura nei mesi estivi. Cosa succederà quando si aggiungeranno i costi di riscaldamento? Già adesso gli artigiani si aspettano un significativo aumento dei consumi di gas non appena le temperature si abbasseranno. E diverse imprese hanno segnalato che già adesso l’aumento del prezzo del gasolio assume lo stesso livello di gravità del problema dell’aumento delle bollette elettriche. Le difficoltà sono trasversali a tutti i settori, e si concentrano specialmente su chi ha forni, sulla meccanica plastica e sulle imprese che per produrre fanno grande uso di energia. È inaccettabile che un territorio che ha dato tanto al Paese per la produzione di energia elettrica - anche in termini di vite umane - debba prendere in considerazione la chiusura di attività e imprese perché non riesce a pagare bollette aumentate anche del 100% in pochi mesi”.
L'auspicio da parte di Confartigianato è quello di un rapido ed efficace intervento dell’Ue. “Ricordo – ha continuato la presidente Scarzanella - che le nostre imprese sono già gravate dalle difficoltà dei due anni difficili del Covid e che proprio per questo Confartigianato ha avviato la campagna regionale 'Nessuna impresa chiuda', con un’attività di assistenza alle aziende artigiane”.
La presidente Scarzanella chiude con una nota di ottimismo: “Il questionario mostra anche la tenacia e la determinazione degli artigiani. Quasi il 64% dice che al momento non prende in considerazione la chiusura. Questo è il segno di una volontà precisa, di andare avanti, ma anche del timore che una chiusura temporanea possa diventare definitiva. Stringiamo i denti, certo, ma abbiamo bisogno di spiragli chiari in questa situazione”.


















