Contenuto sponsorizzato
| 21 ott 2022 | 10:40

Energia, con il caro bollette addio a una stalla su 10. Coldiretti: ''Latte Trento ha chiuso un caseificio. L'intero sistema è a rischio se non si interviene subito''

Una situazione, ha spiegato Coldiretti, che va ad incentivare lo spopolamento in montagna e mette a rischio il patrimonio agroalimentare Made in Italy

Energia, con il caro bollette addio a una stalla su 10

TRENTO. Strozzati dai rincari dell'energia e dai prezzi arrivati ormai alle stelle dei mangimi. "A causa del caro bollette quasi una stalla su dieci (9%) rischia di chiudere con danni per l'ambiente, l'economia e l'occupazione”. E' questo l'allarme che arriva dalla Coldiretti nazionale in occasione dell'apertura ufficiale della Fiera agricola e della Zootecnica italiana.

 

Un allarme che riguarda la sopravvivenza del patrimonio agroalimentare Made in Italy, a partire dai suoi formaggi più tipici della montagna. Ed è Coldiretti che fra le situazioni più difficili cita l'ultimo stop annunciato che è quello di Latte Trento che a causa dei costi ha bloccato la produzione di Trentingrana con la chiusura del caseificio di Pinzolo con difficoltà a consegnare i prodotti dell'azienda ai supermercati. (QUI L'ARTICOLO)

 

A far finire ko le stalle sono i rincari energetici ma si registra anche un aumento del 95% dei mangimi, del 110% per il gasolio e tanto altro. “Particolarmente drammatica – viene spiegato - la situazione delle stalle di montagna dove il caro bollette sta costringendo aziende a chiudere ed abbattere gli animali, con un calo stimato della produzione di latte del 15% che impatta sulla produzione dei formaggi di alpeggio. Ma a rischio c'è l'intero patrimonio caseario tricolore".

 

Una situazione, viene spiegato, che va a spopolare ulteriormente la montagna perché vengono a mancare le condizioni economiche e sociali per garantire la permanenze di pastori e allevatori. "Un crollo della capacità produttiva che rischia di essere sostituita da importazioni da paesi che non applicano le pratiche sostenibili allevatori caratterizzanti il sistema produttivo europeo o, ancora peggio, dalla spinta proprio alla produzione di cibi sintetici. Da qui la richiesta di rivedere la direttiva che non si tiene conto della circolarità dell'attività zootecnica, in termini di sostenibilità e delle riduzioni delle emissioni ottenute dal settore negli ultimi anni. E a rischio- continua Coldiretti- c'è anche il presidio del territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall'attività di allevamento con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali".

 

"Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado" conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 06 agosto | 20:15
Dal Trentino al Veneto, una panoramica sulla difficile situazione idrica in quota. Abbruscato: “Il problema principale legato all'utilizzo dei [...]
Cronaca
| 06 agosto | 21:21
Sono stati i tre amici che si trovavano con lui ad allertare i soccorsi: l'elicottero Falco 1 ha raggiunto le coordinate indicate e provveduto a [...]
Cronaca
| 06 agosto | 18:22
La ragazza, a una quota di circa 2.600 metri, sotto Cima di Valbona, nel gruppo del Latemar, è scivolata lungo un pendio, precipitando da un [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato