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Trento
27 febbraio | 13:19

"Situazione mai vista in Trentino", è allarme. Crisi del latte, l'appello agli allevatori: “Producete meno”. Paoli: “Dobbiamo sostenere le nostre stalle”

Il latte è troppo e il prezzo è crollato. Una situazione europea che minaccia di travolgere anche la filiera trentina. "Si abbassa la remunerazione e i nostri allevatori già prendono poco, se viene tolto un ulteriore margine allora in molti rischiano di chiudere" spiega il direttore di Latte Trento. L'appello che viene rivolto a tutti è quello di consumare prodotti trentini. “È importante per salvare le nostre stalle, la situazione è difficile”

TRENTO. Il latte arriva nelle cisterne pagato sempre meno e le stalle di montagna stanno rischiando il collasso. “Io sono da trent'anni in questo settore e non ho mai visto una situazione del genere” spiega a il Dolomiti, Sergio Paoli, direttore di Latte Trento.

 

Con duecento soci, il consorzio produttori latte delle valli trentine ha deciso nei giorni scorsi di scrivere ai propri allevatori per spiegare quello che sta accadendo e per fare un appello. “Abbiamo informato della situazione che sta riguardando anche il Trentino – spiega Paoli – chiedendo, se possibile, di produrre meno latte perché i magazzini sono già tutti pieni”.

 

Il latte è troppo e il prezzo è crollato. Una tremenda onda lunga. Il calo dei prezzi è strettamente legato alla sovrapproduzione che riguarda non solo l’Italia, ma anche molti altri Paesi, come Francia e Germania, da cui continuano ad arrivare ingenti quantità di latte a prezzi stracciati.

 

Una questione che riguarda anche la pianura padana con il latte spot. “Nello scorso anno sono state prodotte – spiega il direttore di Latte Trento – una quantità di 870 mila forme in eccesso di grana padano. Una sovrapproduzione che ha portato a penali che hanno avuto come conseguenza il forte rallentamento della produzione e un aumento del latte avanzato e non contrattualizzato, il cosiddetto latte spot, che è passato da 70 a 20 centesimi al litro”.

 

Latte a prezzi bassissimi che ora minaccia di travolgere anche l’ultimo anello della filiera trentina: le stalle di montagna dove già gli allevatori faticano quotidianamente per portare avanti la propria attività.

“Vediamo anche da noi – continua Paoli - promozioni stracciate di latte e formaggi. E quando il mercato scarica l’eccesso, a pagare non sono le grandi industrie che hanno centinaia di mucche, ma chi alleva venti o trenta vacche in quota. Si abbassa la remunerazione e i nostri allevatori già prendono poco, se viene tolto un ulteriore margine allora in molti rischiano di chiudere e questo significherà rimanere senza pascoli e senza malghe”.

 

In queste settimane Trento Latte ha cercato di muoversi sollecitando l'intera comunità ad acquistare e consumare prodotti trentini.

Ai soci, invece, come già detto, la richiesta di diminuire la produzione di latte. “Lo si può fare prendendo delle decisioni quotidiane. Per prima cosa è bene sapere che finché il latte vale tanto non si macellano le vacche e spesso si tengono per una o due maternità. Se il latte non vale più così tanto – spiega Paoli – non vale la pena di tenerle per così tanto tempo. Questo è uno dei motivi anche dell'altissimo prezzo della carne. Il secondo aspetto è quello che riguarda l'alimentazione. Si può gestire senza far mancare nulla alla vacca dandole da mangiare molte proteine per far produrre latte. Ma si possono anche diminuire le quantità senza far mancare il benessere dell'animale affinché diminuisca la produzione del latte e si risparmi”.

 

L'appello che viene rivolto a tutti è quello di consumare prodotti trentini. “È importante per salvare le nostre stalle, la situazione è difficile” conclude il direttore di Latte Trento.

 

Il rischio che si trova davanti oggi il Trentino è quello degli allevatori costretti a chiudere la propria stalla. Si spengono le luci, si abbandonano i pascoli, si svuotano le malghe. E in una terra di montagna, dove gli allevatori sono già pochi e lavorano con margini risicatissimi, ogni chiusura è una ferita che difficilmente si rimargina.

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