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Belluno
04 marzo | 17:04

Medio Oriente, il boom dei prezzi dell’energia allarma le imprese. Lorraine Berton: “In montagna fabbisogni più elevati. Serve una risposta forte europea”

Dopo l’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, Confindustria ha inviato al governo la richiesta di attivare una task-force per tutelare le aziende italiane da nuovi shock energetici. Sul tema interviene anche l’associazione bellunese, che ribadisce i maggiori rischi soprattutto per aziende e famiglie di montagna, i cui consumi sono tendenzialmente più elevati

BELLUNO. “Il rischio di un nuovo shock energetico per le nostre aziende è altissimo”. Così Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, interviene a commentare l’aggravarsi degli equilibri internazionali a seguito dell'esplosione della crisi in Medio Oriente.

 

Dopo gli attacchi all'Iran, le ripercussioni sull’economia europea e italiana non hanno tardato a farsi sentire: il calo dei mercati azionari, la crescita di quasi il 40% del prezzo del gas, l’aumento del petrolio e soprattutto il boom del metano, che secondo quanto riportato da Il Sole 24 ore ha chiuso ieri ad Amsterdam con un +39%, sui livelli più elevati dall’ottobre 2022.

 

Le imprese, realtà energivore per eccellenza, non possono dunque che guardare con preoccupazione a questo scenario, in una situazione resa già difficile dalle politiche americane sui dazi che hanno colpito settori strategici, in particolare per il territorio bellunese, come l’occhialeria (qui gli ultimi dati). “Ancora una volta le nostre aziende, particolarmente votate all’export, sono esposte. Oggi più che mai - prosegue Berton - la manifattura va messa in sicurezza con azioni mirate a livello europeo e governativo”.

 

Da qui la richiesta di Confindustria al governo di attivare una task-force di emergenza per tutelare le aziende italiane da nuovi rincari e cercare soluzioni strutturali al problema dei costi dell’energia, definito da Berton “ormai cronico e insostenibile”.

 

Tutto ciò però, neanche a dirlo, grava in particolare sulle imprese e le famiglie che lavorano e vivono in montagna, dove i fabbisogni energetici sono mediamente più elevati. Inoltre Confindustria Belluno sottolinea “l’amara constatazione che non viene fatto a sufficienza per sostenere e sviluppare le energie rinnovabili”, secondo l’associazione unico vero modo per allontanare gli effetti delle crisi geopolitiche e unico antidoto ai danni provocati dal cambiamento climatico (qui un focus sul Bellunese).

 

“Nelle scorse ore - prosegue ora Berton - nel corso delle audizioni sul decreto Bollette alla Camera, il delegato per l’energia di Confindustria Aurelio Regina è stato chiaro chiedendo da un lato l’attivazione immediata di un tavolo emergenziale, dall’altro di accelerare con l’approvazione del decreto. Siamo in attesa di risposte rapide”.

 

Secondo i dati elaborati da Confindustria sul periodo gennaioottobre 2025, il prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia è stato di 116 €/MWh, contro gli 87 della Germania, i 65 della Spagna e i 61 della Francia. Anche i costi di rete e dispacciamento restano significativamente più elevati: un’impresa italiana con consumi medi (3,7 GWh) sostiene infatti un costo di circa 133 mila euro, contro i 78 mila della Francia.

 

“Dobbiamo disinnescare l’escalation - conclude Berton - perché a rischio ci sono la competitività del sistema, gli investimenti e la produttività. L’incertezza è totale e l’Europa deve tenere la barra dritta: preservare la manifattura è una questione di sicurezza”.

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