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| 10 mar 2022 | 16:55

Caro energia, si fermano le aziende: stop all'Acciaieria di Borgo Valsugana. Un centinaio i lavoratori in cassa integrazione, il sindaco: ''Ripercussioni pesanti''

Nei giorni scorsi era toccato alla Cartiera di Villa Lagarina ed ora, invece, all'Acciaieria di Borgo Valsugana. I rincari stanno mettendo in ginocchio le aziende costrette a fermare l'attività. Il sindaco di Borgo: "Serve un intervento del Governo perché un'intera filiera sta andando in crisi"

Caro energia, si fermano le aziende: stop all'Acciaieria di Borgo Valsugana

BORGO VALSUGANA. Una settimana davvero nera per il mondo economico con i prezzi dell'energia che hanno toccato nuovi massimi storici sull’onda della guerra in Ucraina. Una situazione che sta fermando diverse fabbriche. 

 

Dai prezzi del gas a quello dei carburanti i costi elevati stanno mettendo in ginocchio diverse aziende che decidono di sospendere i lavori per cercare di salvare i bilanci già fin troppo danneggiati dopo due anni di pandemia. 

 

Nelle scorse ore a sospendere l'attività è stata l'Acciaieria di Borgo Valsugana.  La decisione è arrivata dal Gruppo Acciaierie Venete che hanno deciso di fermare le strutture a Padova, Sarezzo e appunto anche in Trentino a Borgo Valsugana

 

Si naviga a vista” viene spiegato dal gruppo Acciaierie Venete. “Ogni giorno abbiamo un prospetto dei costi dell'energia elettrica se si va oltre determinate soglie non è più economico produrre e per questo abbiamo deciso di fermarsi”. Per quanto riguarda l'Acciaieria di Borgo i lavoratori messi in cassa integrazione al momento sono un centinaio.

 

“E' una situazione davvero complessa – ha spiegato il sindaco di Borgo, Enrico Galvan - per tutto il comparto produttivo. Ci sono ripercussioni davvero pesanti sui lavoratori che chiaramente subiscono anche le conseguenze più grosse di questa crisi. Da parte nostra speriamo che quanto prima arrivi un intervento del Governo perchè un'intera filiera sta andando in profonda crisi”.

 

Tra i problemi non solamente quello del costo delle energie ma anche le difficoltà nel reperire le materie materie prime. 

 

Il primo stop era arrivato nei giorni scorsi con il blocco della Cartiera di Villa Lagarina (Qui l'articolo). La scelta era arrivata dal gruppo di riferimento il “Pro-Gest” di Ospedaletto di Istrana in provincia di Treviso, che ha deciso di fermare la produzione in tutte le sei cartiere in Italia.

 

"Vendiamo la carta a 680 euro a tonnellata ma per produrla oggi occorrono 750 euro soltanto per il gas" ha spiegato ai mass media il presidente del gruppo Bruno Zago. Il gruppo impegna 400 dipendenti, in Trentino circa 100/150. Se nell'arco di qualche giorno la situazione non vedrà un miglioramento, il gruppo procederà alla richiesta di cassa integrazione di tutti i dipendenti impegnati in Italia.

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