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| 22 gen 2022 | 11:24

Caro energia: “Un pieno del camion costa 9.300 euro in più l'anno: taglio alle imposte sul carburante per non fermare l'autotrasporto”

L'appello arriva dalla Cna Fita regionale, il presidente Juri Galvan: “Le zone di confine sono ancor più penalizzate visto che basta superare la frontiera per trovare prezzi decisamente più bassi di cui beneficiano i nostri competitors austriaci, tedeschi e dell'Est europeo”

Caro energia: “Un pieno del camion costa 9.300 euro in più l'anno
di Redazione

TRENTO. L'aumento dei prezzi dell'energia e delle materia prime è un problema che sta toccando negli ultimi mesi tutti i settori (Qui Approfondimento) e a lanciare l'allarme ora è il mondo dei trasporti su ruota, con la Cna Fita regionale che chiede un “taglio alle imposte sul carburante” per “non fermare l'autotrasporto”. Secondo il presidente Juri Galvan infatti, il caro-energia sta impattando in maniera pesante anche sul trasporto merci e la riduzione delle imposte è necessaria in questo momento “per scongiurare il fermo di migliaia di veicoli a causa dei costi insostenibili”.

 

Cna Fita sottolinea infatti come il prezzo medio nella seconda metà di gennaio abbia raggiunto 1,60 euro al litro, con una crescita di 28 centesimi sulla media del 2020. “Ai prezzi attuali del gasolio – dice Galvan – i costi di gestione di un camion aumentano di 9.300 euro l'anno, pari ad un impatto del 7% dei valori indicativi dei costi di esercizio”. Il caro-carburante, dice Cna Fita, è poi ancora più pesante per i veicoli green: un camion a metano infatti deve “sopportare un rincaro del carburante dell'86,6%, che si traduce in un aumento della spesa di oltre 18mila euro l'anno”.

 

“E' un paradosso – continua Galvan – che penalizza le imprese che hanno effettuato investimenti green”. Nelle ultime settimane, spiega Cna Fita, il costo medio del metano per autotrazione “ha superato 1,81 euro al chilogrammo, obbligando alcune imprese a fermare i veicoli a causa dei costi insostenibili”. Nelle zone di confine come il Trentino Alto Adige, conclude Galvan: “Al danno si aggiunge la beffa, visto che basta superare il confine per trovare prezzi decisamente più bassi di cui beneficiano i nostri competitors austriaci, tedeschi e dell'Est Europeo. Anche le Province autonome di Bolzano e Trento devono farsi carico del problema, facendo azioni di lobby, nei confronti del Governo affinché vengano adottate misure strutturali per la categorie, indispensabile all'intero tessuto economico e sociale”.

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