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| 03 feb 2022 | 17:21

L'allarme degli autotrasportatori: ''Il gasolio in un anno costa il 20% in più: più conveniente spegnere i motori che continuare a viaggiare in perdita''

Il presidente della categoria autotrasportatori dell'associazione Artigiani, Roberto Bellini: "C'è la necessità  di misure, già sollecitate invano dall'associazione al governo, per controbilanciare gli effetti degli aumenti del gasolio e dare ossigeno agli autotrasportatori, per i quali la voce carburante grava per il 30% dei costi aziendali"

di Redazione

TRENTO. "Questa situazione potrebbe far diventare più conveniente per le imprese di trasporto spegnere i motori anziché continuare a viaggiare in perdita, con gravi conseguenze sulle prospettive di ripresa economica". Questo il commento di Roberto Bellini, presidente della categoria autotrasportatori dell'associazione Artigiani, sul rincaro dei prezzi del carburante che mette in grandissima difficoltà il comparto. 

 

Il caro bollette e l'aumento delle materie prime incidono pesantemente in tantissimi settori. Sono diversi gli allarmi che vengono lanciati dai comparti economici. Nell'ultimo anno il prezzo alla pompa del gasolio per autotrazione è rincarato del 20,7%, con un impatto di maggiori costi a 535 milioni di euro per le micro e piccole imprese dell’autotrasporto merci. Una batosta che si scarica interamente sui margini di profitto e sul valore aggiunto aziendale, considerato che i prezzi alla produzione nel trasporto merci, al terzo trimestre 2021, sono in calo dell’1,2% rispetto ad un anno prima.

 

A tutela di migliaia di piccoli e medi autotrasportatori Confartigianato Trasporti sollecita provvedimenti immediati per alleggerire la pressione sulle imprese, utilizzando parte di quelle risorse, quantificate in 1 miliardo di euro, incassate dallo Stato a titolo di extragettito derivante dalle accise sul prezzo alla pompa dei carburanti.

 

"C'è la necessità - aggiunge Bellini - di misure, già sollecitate invano dall'associazione al governo, riguardante l’erogazione di crediti d’imposta per l’additivo Adblue per i mezzi diesel più moderni e per il gas naturale liquefatto Lng al fine di controbilanciare gli effetti degli aumenti del gasolio e dare ossigeno agli autotrasportatori, per i quali la voce carburante grava per il 30% dei costi aziendali".

 

Inoltre Confartigianato Trasporti fa anche rilevare che, sul fronte della transizione green, la competitività delle imprese italiane di autotrasporto è penalizzata da una squilibrata applicazione della tassazione ambientale: secondo i dati Ocse, in Italia la tassazione sul carburante per il trasporto su strada, in rapporto alle emissioni di anidride carbonica, è la seconda più alta dell’Unione europea, superiore del 27,5% rispetto alla media Ue.

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