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| 09 mag 2022 | 17:27

Cementificio Sarche, Ambrosi: “Installare un pannello che indichi le emissioni dello stabilimento. L'azienda rispetti gli impegni presi sui posti di lavoro”

Comunicazione e trasparenza su elementi che riguardano la salute della popolazione della Valle dei Laghi, dice Ambrosi: “Non possono essere trascurate”

Cementificio Sarche, Ambrosi: “Installare un pannello che indichi le emissioni dello stabilimento

MADRUZZO. “Le fumate nere che si sono levate dallo stabilimento Italcementi di Sarche il 20 aprile ed il 5 maggio hanno messo in allarme gli abitanti della Valle dei Laghi”. E non potrebbe essere altrimenti, sottolinea in un intervento la consigliera provinciale di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi, in una zona che da tempo “si è votata all'agricoltura sostenibile, costituendosi in Biodistretto, in cui si trova il biotopo Lago di Toblino e dove si sta tentando di valorizzare un turismo 'green', specialmente nell'ambito del cicloturismo”.

 

E' proprio in ragione di queste considerazioni, continua Ambrosi, che sulla questione è necessaria comunicazione e trasparenza: “Italcementi – continua la consigliera – aveva evidenziato, annunciando la ripresa della produzione di cemento lo scorso giugno, la volontà di mantenere un dialogo costante con le comunità locali. Ecco, quella volontà non sembra essere così forte oggi”. La riattivazione della linea di cottura del cementificio infatti, sottolinea Ambrosi, può evidentemente rappresentare un problema dopo “anni di lavoro e programmazione” sul territorio.

 

“I test per la riattivazione dei forni – scrive la consigliera di FdI – hanno colto di sorpresa i cittadini e le giustificazioni dovute a problemi tecnici dopo la prima e seconda fumata nera lasciano parecchi dubbi sulla possibilità che vi siano nuove problematiche”. Comunicazione e trasparenza su elementi che riguardano la salute della popolazione della Valle dei Laghi, ribadisce Ambrosi: “Non possono essere trascurate”.

 

Le proposte avanzate comprendono il monitoraggio in tempo reale delle emissioni: “Serve – dice Ambrosi – che sia prontamente installato nei pressi dello stabilimento un pannello elettronico che indichi il livello di emissioni di Co2, polveri, ossidi di azoto, ammoniaca ed altri gas e che garantisca il rispetto dei parametri nazionali ed europei in materia di emissioni dovute alla produzione del cemento”.

 

C'è poi la questione, continua la consigliera: “Dei 30 posti di lavoro, promessi dall'azienda già a partire dallo scorso autunno, su cui per ora non ci sono stati aggiornamenti. Compatibilmente alle competenze richieste, questi posti di lavoro avrebbero dovuto riguardare specificamente persone del luogo. Anche in questo caso è necessario che Italcementi renda noto il proprio programma di assunzioni, per fare in modo che questi 30 posti di lavoro siano effettivi e diventino operativi al più presto”. Proprio per garantire “comunicazione e trasparenza”, Ambrosi conclude auspicando che “la Provincia di Trento si affermi come attore ed interlocutore privilegiato nel lavorare per una Valle dei Laghi più vivibile e sostenibile”.

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