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| 06 mag 2022 | 11:33

Cementificio Sarche, "cittadini allarmati per le esplosioni nella cava. Vibrazioni e scosse nelle abitazioni". Rossato: "La Provincia monitori la situazione"

Continuano le preoccupazioni dopo il riavvio dei forni del cementificio del gruppo Italcementi – Heidelberg di Sarche. Rossato: "Le vibrazioni causate dalle detonazioni sarebbero talmente forti da provocare scosse all’interno delle abitazioni. La provincia rassicuri i cittadini"

Cementificio Sarche, cittadini allarmati per le esplosioni nella cava
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Molti i timori affiorati per le dense nubi di fumo nero che si sono diffuse negli scorsi giorni a causa di alcune anomalie impiantistiche, ma forti sono anche le preoccupazioni dei cittadini residenti in zona a causa dell’utilizzo di esplosivo". Queste sono le parole della consigliera di Fratelli d'Italia, Katia Rossato, che su invito di alcuni cittadini ha partecipato a un incontro pubblico a Calavino, sul tema del riavvio dell’impianto di cottura del cementificio del gruppo Italcementi – Heidelberg di Sarche che desta ancora molte perplessità.

 

L'esplosivo sarebbe "finalizzato a ottenere gli inerti necessari alla produzione cementiera nella cava situata vicino alla fabbrica". Le vibrazioni causate dalle detonazioni, prosegue Rossato, "sarebbero talmente forti da provocare scosse all’interno delle abitazioni potenzialmente in grado di arrecare danni alle stesse e alle persone che vi risiedono". 

 

Il forno era stato riacceso il 20 aprile, e già in quella data non erano mancate le prime preoccupazioni tra gli abitanti della zona, visto che durante le operazioni qualcosa era andato storto e una nube di fumo si era levata dallo stabilimento. Contro la riaccensione dell’impianto era stata lanciata anche una petizione (Qui l'articolo).

 

La consigliera di FdI lancia un appello al vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente, Mario Tonina, così come ad Appa e al Servizio geologico provinciale, "affinché la Provincia continui a tenere monitorata la situazione per verificare, come peraltro previsto da un’ordine del giorno presentato lo scorso anno da Fratelli d’Italia e approvato in Consiglio provinciale, che la riaccensione dei forni del gruppo Italcementi – Heidelberg di Sarche avvenga secondo un modello sostenibile a basse emissioni che sia compatibile con la presenza del Biotopo del Lago di Toblino, il Biodistretto della Valle dei Laghi in un’ottica di tutela ambientale e di sviluppo turistico della zona". 

 

Dal canto suo l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente aveva dichiarato di aver attuato un piano di monitoraggio, attivo 24 ore su 24, a 600 metri dalla bocca del camino, distanza ottimale per misurare le ricadute degli inquinanti.

 

E' importante perciò che la provincia "vigili sul rispetto della normativa e dei limiti da parte del gruppo Italcementi – Heidelberg in materia ambientale e di vibrazioni causate dall’utilizzo di materiale esplosivo a fini estrattivi - conclude Rossato - per rassicurare i cittadini in merito all’assenza di pericoli per la loro salute e le loro abitazioni".

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