Centri di rieducazione per uomini violenti, dopo due anni riparte il servizio in Trentino con 50 mila euro dal ministero: ''Il focus è la prevenzione''
L'assessora Segnana: "Il servizio viene affidato, ottenuto 50 mila dal ministero". La senatrice Conzatti: Nel 2018, con l’avvento della Lega alla guida della Provincia di Trento, questi servizi furono improvvidamente definanziati e, quindi, sospesi. Il grave ritardo con cui si è ripartiti è la dimostrazione di quanto il carroccio ritenga importante il contrasto alla violenza di genere"

TRENTO. "Il servizio è stato affidato". Queste le parole dell'assessora Stefania Segnana nel confermare l'attivazione in Trentino del "Centro per uomini autori di violenza". "Un tassello importante nel panorama generale della tutela delle donne, per la quale la Provincia promuove da tempo un fondamentale lavoro di rete interistituzionale e multidisciplinare. Si sposta il focus dell'attenzione dalla vittima all’autore della violenza consente infatti di agire oltre che con un approccio di sostegno, anche in un'ottica di concreta prevenzione".
Il "Centro per uomini autori di violenza" sarà curato da Fondazione famiglia materna, ente capofila, e Alfid onlus, Associazione laica famiglie in difficoltà. L'atto di affido sarà perfezionato il prossimo lunedì 29 agosto.
Un servizio centrale di un polemica politica. Il problema è che a un certo punto la Provincia aveva scelto di sospendere i finanziamenti dedicati a questo progetto. Nei fatti la Pat aveva dato seguito, con un’interpretazione restrittiva, a una norma nazionale che faceva ricadere i costi su chi deve seguire i corsi antiviolenza.
La questione era stata sollevata in Consiglio provinciale da Filippo Degasperi (Onda Civica) che si era però visto bocciare un ordine del giorno che chiedeva di verificare l’opportunità di riattivare il sostegno. “Lo stop voluto dalla coppia Fugatti-Segnana – aveva spiegato a Il Dolomiti la senatrice Donatella Conzatti – è stato malamente giustificato da un’interpretazione della Corte dei Conti. Ora il Governo cancella ogni dubbio, indica la strada e assegna le risorse. Vediamo se anche la Provincia si rimette in cammino” (Qui articolo).
Poi a novembre dell'anno scorso era stato confermato l'arrivo del finanziamento da parte del ministero. "Ci eravamo fermati - dice Segnana - perché la Pat emanava risorse proprie e si è deciso di partecipare all'avviso nazionale. Ora il territorio può offrire il servizio".
L’Associazione temporanea di imprese, costituita da Fondazione Famiglia Materna e Alfid, gestirà l’attività per 12 mesi, a fronte di un importo complessivo di 50 mila euro.
In particolare sarà garantita l’operatività nel territorio della provincia di Trento di un Centro per uomini autori di violenza in modo da prevenire le eventuali recidive e favorire l’adozione di comportamenti non violenti nelle relazioni interpersonali, contribuendo così alla possibilità di offrire maggiore sicurezza alle vittime di azioni violente da parte del partner o ex-partner.
La realizzazione del servizio è inoltre indirizzata a garantire collaborazione agli Uffici giudiziari di Trento nell’analisi della propensione al cambiamento degli uomini denunciati per reati connessi alla violenza di genere.
"Saluto con grande soddisfazione l’affidamento del servizio ‘Centro per uomini autori di violenza’ in Trentino. Nel 2018, con l’avvento della Lega alla guida della Provincia di Trento, questi servizi furono improvvidamente definanziati e, quindi, sospesi. Il grave ritardo con cui si è ripartiti è la dimostrazione di quanto il carroccio ritenga importante il contrasto alla violenza di genere", commenta Conzatti. La candidata nel collegio senatoriale di Rovereto per l'Alleanza democratica per l'Autonomia (Azione-Italia Viva, Pd, Psi, Alleanza Verdi Sinistra, +Europa, Campobase) prosegue: "Con un mio emendamento al decreto Agosto fu previsto un finanziamento di un milione di euro a livello nazionale per quest’ambito. La ministra Bonetti ha fatto un bando, e alla Provincia di Trento furono assegnati 50mila euro. Dopo due anni, finalmente, hanno ripreso a finanziare il servizio, con risorse nazionali. Il contrasto alla violenza di genere è una cosa seria, una battaglia di civiltà. Non si affronta di certo con la propaganda tipica della destra".














