Violenza contro le donne, in Trentino nel 2022 firmati 220 ammonimenti: in più del 90% dei casi si tratta di conviventi e c'è l'elemento comune dell'alcol
L'intervento del questore di Trento all'avvio del percorso formativo del progetto Sicurezza Vera, promosso da Fipe Confcommercio - Gruppo Donne imprenditrici. Il procuratore Raimondi: "Io ho sempre detto che dobbiamo combattere e creare cultura per non celebrare più l'otto di marzo, per non celebrare più il 25 novembre, perché sono un evidente segnale di discriminazione"

TRENTO. “Nel 2022 abbiamo firmato 220 ammonimenti: per il 98% riguardano uomini che, nel 95% dei casi sono conviventi”. A dare i dati è stato il questore di Trento, Maurizio Improta, in occasione dell'avvio del percorso formativo del progetto Sicurezza Vera, promosso da Fipe Confcommercio - Gruppo Donne imprenditrici, per sensibilizzare e fornire strumenti concreti a sostegno della legalità e per la cultura di genere. Un progetto che vede l'adesione delle associazioni dei pubblici esercizi del Trentino e dei ristoratori del Trentino assieme alla Questura di Trento.
“Andando ad analizzare tutte le istruttorie dei vari ammonimenti – ha spiegato il questore - c'è l'elemento comune dell’alcol che è alla base di comportamenti irriguardosi da parte di uomini nei confronti delle compagne, delle mogli e dei figli. In questo senso è molto importante anche la collaborazione dei gestori di pubblici esercizi”.
Improta nel suo intervento ha spiegato di aver accolto con grande favore l’idea di creare una rete di presidio che possa fornire indicazioni e informazioni. “Non si tratta – ha spiegato - di essere dilatori o far perdere tempo: noi siamo pagati per dedicare il nostro tempo alla Comunità. Noi cercheremo, come forze dell'ordine, di darvi tutta l'assistenza possibile” ha spiegato il questore alle imprenditrici. “Per quanto riguarda la vostra sicurezza, ma anche tutta la disponibilità per qualsiasi tipo di indicazione o segnalazione o qualcosa che vi accade sotto gli occhi e che specialmente l'occhio di una donna può avere prima di quello di un uomo. La disponibilità è totale e quindi vi ringrazio per questa opportunità e quello che date anche ai miei collaboratori, i miei funzionari, per poter lavorare ancora più serenamente in questo ambito”.
All’incontro oltre al questore sono intervenuti la presidente dell’Associazione Pubblici esercizi del Trentino Fabia Roman, il vicepresidente dell’Associazione ristoratori del Trentino Francesco Antoniolli, Stefania Segnana, assessore provinciale competente per materia, il dottor Sandro Raimondi, Procuratore Capo della Provincia di Trento; la dottoressa Annamaria Maggio, primo dirigente della Divisione Anticrimine della Polizia di Stato presso la Questura di Trento; la dottoressa Maria Paola Taufer, Presidente della Commissione Provinciale Pari Opportunità e il vicesindaco di Trento Roberto Stanchina.
La presidente Fabia Roman, nel ringraziare i relatori del corso ha evidenziato come l'adesione massiccia degli imprenditori associati, sia dimostrazione di una elevata sensibilità a tematiche rilevanti e delicate che hanno a cuore la sicurezza sociale e, in particolar modo, il contrasto ad ogni forma di violenza: “Il protocollo - ha detto - non è rimasto negli intenti in esso contenuti, ma sono state profuse sinergie e collaborazioni con le Istituzioni competenti per consentire di attuare praticamente gli obiettivi in esso contenuti attraverso corsi di formazione specifici. Confcommercio Trentino si pone come precursore in Italia di questa sperimentazione di formazione alla legalità e al contrasto alla violenza di genere attraverso il raggiungimento dell’obiettivo di diffusione e conoscenza tra gli operatori economici dei Pubblici Esercizi delle corrette pratiche dirette alla gestione di situazioni di potenziale pericolo o di minaccia alla sicurezza in generale e delle donne in particolare”.
L'obiettivo non è caricare sugli esercenti ulteriori responsabilità - ha detto il procuratore Sandro Raimondi, ma chiedere la loro collaborazione. Non solo per trovare i colpevoli ma anche per prevenire eventi illegali o di violenza di genere. “Tutti noi – le parole del procuratore - siamo inseriti in un contesto che io ho sempre definito, quello del Trentino, virtuoso. Siamo diversi ma siamo in una realtà felice, anche se ovviamente ci sono anche qui problemi seri, problemi di una società evoluta. Io ho sempre detto che dobbiamo combattere e creare cultura per non celebrare più l'otto di marzo, per non celebrare più il 25 novembre, perché sono un evidente segnale di discriminazione. Ovviamente non ci riusciremo noi: i nostri figli, i nostri nipoti forse non celebreranno più la giornata della donna perché non ce ne sarà più bisogno. Ma si parte da oggi, facendo cultura e facendo formazione. Quando sono arrivato a Trento ho raddoppiato il numero dei pubblici ministeri che trattavano la violenza di genere, perché bisogna dare dei segnali concreti". "Abbiamo, unica Procura in Italia, effettuato un protocollo operativo concreto con l'Azienda sanitaria di Trento, e lo stiamo rinnovando in questi giorni: la provincia di Trento attraverso l’azienda sanitaria mette a disposizione delle forze di polizia e dei magistrati - un turno h24 e 7 giorni su 7 - degli psicologi che accolgano le vittime dei reati di violenza di genere, che sono sempre donne. Non possiamo chiuderci gli occhi, non possiamo tapparci le orecchie: non dovete chiudervi gli occhi, non dovete tapparvi le orecchie. Ma al di là del discorso di prevenzione in senso concreto e di tutela della collettività c'è anche un'altra funzione che voi dovreste avere che è quella di ascoltare e di consigliare” ha concluso il procuratore.
"#sicurezzavera"
In Italia esiste un pubblico esercizio ogni 250 abitati, una rete di locali che può essere trasformata in un vero e proprio sistema di controllo del territorio. Un osservatorio permanente che può essere dedicato alla prevenzione e al contenimento della violenza sulle donne e della criminalità. Il 28 aprile 2021 la Fipe, il Gruppo donne Imprenditrici Fipe e la Polizia di Stato, hanno siglato un protocollo volto a realizzare iniziative destinate a diffondere la cultura di genere e contrastare la violenza contro le donne. Nell’ambito di questo protocollo si inserisce #sicurezzaVera, il progetto volto a migliorare i livelli di sicurezza del territorio attraverso il coinvolgimento degli attori economici e, in particolare, dei pubblici esercizi.

Sicurezza vera si presenta quindi come una campagna di prevenzione contro la violenza di genere che mira a far diventare pubblici esercizi, bar, discoteche, ristoranti e non solo, veri e propri presidi di legalità e tutela. Delle sentinelle del territorio, ma anche come luoghi dove garantire sicurezza e legalità alle titolari, ai dipendenti ed agli stessi clienti. Il progetto prevede dei momenti formativi e informativi rivolti sia ai titolari sia al personale dei pubblici esercizi. Il progetto è stato presentato a Trento lo scorso 11 aprile 2022 con il coinvolgimento della Provincia e della Questura di Trento.
Il 6 marzo 2023, #SicurezzaVera trova concreta attuazione nella provincia di Trento attraverso un accordo programmatico stipulato tra la Questura di Trento, l'Associazione Pubblici esercizi del Trentino e l'Associazione Ristoratori del Trentino, in cui viene formalizzato l'impegno a realizzare una serie di momenti informativi e formativi. Trento come progetto pilota. Il corso in programma il 6 marzo 2023 è il primo corso formativo sperimentale previsto in presenza in tutta Italia, da quando è iniziata la campagna di prevenzione #sicurezzaVera.
I dati occupazionali e sulla demografia delle imprese registrano una presenza sempre più significativa delle donne all'interno delle attività di pubblico esercizio. In Italia più del 50% del personale impiegato nei pubblici esercizi è di sesso femminile e sono sempre di più le donne che fanno impresa nel settore dei Pubblici esercizi. In Trentino, nel settore dei bar, le imprese femminili corrispondono al 40%: su 1282 bar attivi nella provincia di Trento 510 sono condotti da donne.













