Aumentano denunce e ammonimenti, nel 2022 sono stati 655, ecco i dati della violenza sulle donne in Trentino
Quasi sempre si tratta di violenza fisica e domestica, ma sono tanti anche i casi di stalking e violenza psicologica. Quasi sempre l'autore è il partner o l'ex. Nel 2022 si sono registrati 469 accessi per violenza al pronto soccorso. Sono 100 le donne accolte nei servizi residenziali e 360 in quelli non residenziali. A breve aprirà un nuovo Centro antiviolenza e una nuova casa rifugio

TRENTO. Ogni giorno in Trentino ci sono circa due casi di violenza contro una donna. Nel 2022 si sono registrati 655 casi tra denunce e ammonimenti, contro i 614 del 2021. Nello specifico ci sono stati 463 denunce e 192 ammonimenti. Ma questi dati fotografano la violenza emersa, ossia quella che si manifesta e diventa visibile attraverso la registrazione in atti formali di reati.
Resta la violenza nascosta, quella che non viene denunciata, magari per paura o per vergogna. Secondo l'Istat i tassi di denuncia in Italia riguardano il 12% circa della violenza da partner e il 6% da non partner.
I dati sono stati diffusi in conferenza stampa alla vigilia del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. La rilevazione è nata dalla sinergia tra istituzioni, terzo settore e forze dell'ordine coordinata dall’Osservatorio provinciale sulla violenza di genere ed è stata presentata dal Laura Castegnaro, dirigente dell'Unità di missione semplice pari opportunità prevenzione violenza e criminalità.
Nel 2022 c'è stato un femminicidio, quello di Viviana Micheluzzi, uccisa dal marito Mauro Moser il 19 marzo a Castello-Molina di Fiemme. Quest'anno sono state due le donne ammazzate in Trentino: Mara Fait uccisa dal vicino casa Ilir Zyba Shehi il 28 luglio, e Iris Setti, uccisa da Chukwuka Nweke mentre attraversava il parco di Rovereto il 5 agosto.
Sul fronte delle denunce, lo scorso anno sono state 463, in calo del 3,3% rispetto al 2021, ma in linea con la ripresa dopo la pandemia. A raccoglierle sono stati quasi sempre i carabinieri, presenti in maniera capillare sul territorio.
Sono aumentati sensibilmente gli ammonimenti: sono stati 192 nel 2022, con un aumento del 42% rispetto al 2021 e del 129% rispetto al 2002. Inoltre, nell'89% dei casi hanno portato ad un provvedimento.
“Nel 2022 – spiega Castagnaro - si sono avute 3,5 denunce e ammonimenti ogni 1000 donne tra i 16 e i 64 anni. Considerando al frequenza, ci sono state 49 denunce e procedimenti di ammonimento ogni mese, pari a 1,6 al giorno. Una donna su quattro ha un'età tra i 35 e i 44 anni”.
In 406 casi si è trattato di violenza fisica e domestica (quindi maltrattamenti in famiglia, lesioni dolose, percosse). Segue lo stalking con 153 casi, mentre la violenza psicologica (quindi minaccia molestia, violenza privata, diffusione illecita di immagini e video) ha interessato 117 casi. Si sono registrati, inoltre, 67 casi di violazione di provvedimenti di allontanamento da casa, 45 casi di violenza sessuale e 19 casi di violenza economica. Quasi sempre l'autore è il partner, l'ex o un altro familiare.
Le donne accolte nei servizi residenziali (casa rifugio, comunità di accoglienza madre/bambino e abitare accompagnato) nel 2022 sono state 100. Si tratta soprattutto di giovani donne (il 54% è nella fascia 25-44 anni), in gran parte di origine straniera, con una educazione bassa, senza occupazione e fragili dal punto di vista economico. Quasi tutte hanno subito violenza psicologica, l'89% anche violenza fisica, il 55% economica, il 31% violenza sessuale. Nei servizi residenziali sono sono anche 108 figli e figlie presenti assieme alle madri.
Le donne che si sono rivolte ai servizi non residenziali sono state 360 nel 2022 (erano 389 nel 2021). In questo caso si tratta di donne più mature, per la maggior parte italiane, con un livello di educazione medio-alto (tre su quattro ha almeno il diploma e una su quattro la laurea) e con una più alta stabilità lavorativa. Il 70% di loro ha subito violenza psicologica, il 56% violenza fisica, il 18% economica.
La differenza tra le due categorie di donne si riflette anche nelle modalità di accesso ai servizi: le donne prendono contatto con i servizi residenziali in maniera più frequente su segnalazione dei Servizi Sociali o delle forze dell'ordine, mentre coloro che si rivolgono ai servizi non residenziali lo fanno attraverso un accesso diretto.
Nel 2022 si registra un totale di 469 accessi per violenza al pronto soccorso, di cui 216 (46,1%) per violenza domestica. Nel 44% dei casi la donna vittima ha un età tra i 19 e i 40 anni e l'autore della violenza è il partner o l'ex. Il numero di accessi per violenza al pronto soccorso è in leggero aumento rispetto al 2021 (+9,6%). I giorni di prognosi vanno solitamente da 1 a 3, “ma c'è un aumento dei casi (sono stati 36 nel 2022) in cui la prognosi è stata da 21 a 30 giorni. E' tanto” commenta Castagnaro.
Tra i dati riferiti al 2022, uno riguarda gli uomini carnefici: sono stati 22 quelli che hanno seguito un percorso antiviolenza.
“La provincia di Trento, in rete con istituzioni pubbliche e private, forze dell'ordine, centri del territorio, è in prima linea per combattere la violenza contro le donne – ha commentato il governatore trentino Maurizio Fugatti. - In questi anni abbiamo messo implementato molti progetti: tra questi – ha ricordato – sono state avviate le procedure per l'affidamento di un nuovo servizio Centro antiviolenza e una nuova casa rifugio per donne vittime, è stato potenziato l'assegno di autodeterminazione, che punta a sostenere l'autonomia delle donne: nel 2022 le beneficiarie sono state 50, da inizio anno ad oggi sono state 65, per un importo di oltre 291 mila euro. Importante è stato poi il tema della formazione sia di insegnanti che di studenti, con attività svolte all’interno delle classi da formatori e realtà del privato sociale, ma anche con percorsi formativi rivolti al personale docente, che hanno visto focus specifici sulla violenza assistita, sulla cultura delle pari opportunità fra uomo e donna, sul contrasto a bullismo e cyber-bullismo, ma anche di alfabetizzazione finanziaria erivolti a prevenire e contrastare la violenza di genere” ha concluso Fugatti


















