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| 14 ott 2022 | 08:36

Circuito del lago di Caldonazzo, il sindaco di Tenna contro la ciclabile a sbalzo da 25milioni: ''E' uno spreco. Recuperiamo l'antica via sollevata''

Il progetto originale prevede un arretramento dell'Ss47, nuove scogliere e un forte impatto sull'attuale status del lago. Perinelli: ''E' stato discusso esclusivamente tra il sindaco di Pergine, Roberto Oss Emer, e il Presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. Non si capisce perché non siano stati coinvolti anche gli altri sindaci interessati prima di arrivare a questo disegno così dannoso per il lago e l’ambiente''

CALDONAZZO. Venticinque milioni di euro per arretrare la Ss47, la Valsugana, creare nuove scogliere e parti di percorso a sbalzo sul lago il tutto andando a impattare in maniera piuttosto importante sul versante est del lago. Ecco allora che, da Tenna, arriva una controproposta: ''Recuperare l'antica via, in gran parte già esistente, che è possibile raggiungere salendo appena di una quindicina di metri lungo la strada già esistente''. Il sindaco di Tenna Marco Nicolò Perinelli spiega in maniera chiarissima cosa si potrebbe fare per risparmiare risorse pubbliche (arrivando a un decimo di quanto preventivato), preservare l'ambiente naturale e valorizzare ulteriormente il circuito intorno al lago di Caldonazzo dando ''una prospettiva diversa rispetto alla ciclabile già esistente sull’altra sponda''. 

 

Sta, infatti, avanzando il progetto di un nuovo percorso ciclopedonale che dovrebbe chiudere l’anello attorno al lago di Caldonazzo. Un progetto atteso da molto tempo ma che nella configurazione attuale desta molte preoccupazioni. La ciclabile che dovrebbe percorrere la sponda orientale del lago è stata prevista, infatti, come una prosecuzione ad altezza lago dell’attuale percorso che arriva fino alla Ca’Rossa, nel Comune di Pergine, per ricongiungersi nel Comune di Caldonazzo, a Brenta, passando lungo la sponda di Tenna.

 

Per realizzarlo è previsto l’arretramento della SS47 all’interno della collina e la costruzione di nuove scogliere e tratti a sbalzo lungo il lago. Un tracciato che comporterebbe lavori infrastrutturali lungo le sponde del lago e la messa in opera di strutture artificiali che andrebbero a compromettere l’ambiente lacustre. Per quest’opera si è parlato di un costo di circa 25 milioni di euro. ''Il progetto - spiegano da Tenna - è stato discusso esclusivamente tra il Sindaco di Pergine, Roberto Oss Emer, e il Presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che il 17 gennaio 2021 avrebbero dato il via libera alla predisposizione di un documento preliminare di progettazione''.

 

Eppure una alternativa c’è, molto meno costosa e senza impatto diretto sul lago: “Costruire un nuovo tracciato sulla sponda del lago è molto costoso e danneggerebbe l’unico versante, nonostante l’inquinamento della SS47, ancora è in gran parte naturale e libero. Guardando il progetto arrivato - prosegue Perinelli - non si capisce perché non siano stati coinvolti anche gli altri sindaci interessati prima di arrivare a questo disegno così dannoso per il lago e l’ambiente. Esiste già un percorso che con un investimento minimo potrebbe fungere da collegamento e al contempo offrire una prospettiva nuova del lago per i fruitori e i turisti. Si tratta di una antica strada, che a Tenna prende il nome di Feghini nell’unico tratto oggi percorribile, e che si collega con la Ca’Rossa, dove attraverso un sottopassaggio già esistente è possibile imboccarla salendo di appena una quindicina di metri lungo la strada esistente”.

 

Questo tracciato, che fu interrotto durante i lavori di costruzione della galleria, corre a pochi metri di dislivello a monte dell’attuale strada statale, parallelamente alla più alta Via Claudia Augusta Altinate, dalla Ca’Rossa porterebbe alla località Terrazze di Tenna, da dove si collegherebbe rapidamente a Brenta per chiudere l’anello del lago: “Recuperare l’antica via, in gran parte esistente, costerebbe meno di un decimo di quanto stimato per la realizzazione della ciclabile fronte lago, offrirebbe una prospettiva diversa rispetto alla ciclabile già esistente sull’altra sponda, non comporta lavori infrastrutturali sulle sponde del lago e avrebbe anche la funzione di permettere un recupero storico e paesaggistico dell’intero colle, da Ischia a Caldonazzo. Sono convinto che sia, letteralmente, questa la strada da seguire, per evitare ulteriori sfregi al lago e permettere, attraverso un investimento decisamente minore, di avere un percorso di ancora maggiore richiamo turistico”.

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