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Trento
15 marzo | 22:40

Circonvallazione Torbole, Campobase contro Fugatti: "Non si tocchi il Linfano, ipotesi della Provincia incomprensibile, effetti devastanti sul territorio"

Il duro comunicato di Campobase arriva in seguito alla proposta di soluzione viabilistica avanzata dalla Provincia nell'ultimo consiglio comunale di Arco: "Preoccupa e delude la continua rimodulazione verso il basso del progetto della mobilità dell’Altogarda connessa al collegamento con l’asta dell’Adige"

Circonvallazione Torbole, Campobase contro Fugatti: Non si tocchi il Linfano
di Redazione

ARCO. Si torna a discutere sulla circonvallazione di Torbole, e più di preciso sulle soluzioni avanzate dalla Provincia di Trento, alla presenza del presidente Fugatti, durante l'ultimo consiglio comunale di Arco.

 

A prendere posizione, con un duro comunicato, è la sezione Campobase di Arco che critica principalmente il fatto che per la realizzazione della circonvallazione venga proposto un nuovo tracciato "che parte ancora dalla Conca d'Oro, ma che a metà del suo tracciato piega improvvisamente verso il Linfano". Una proposta, a detta della sezione locale di Campobase, che "prima che inaccettabile appare soprattutto irrispettosa per le nostre comunità, in primo luogo per quella di Arco".

 

Nella nota si specifica come il collegamento dell’Altogarda con l’asta dell’Adige sia un progetto che è stato condiviso già quindici anni fa dalle comunità di Arco, Riva del Garda e Nago Torbole: "Allora si individuò una proposta che era funzionale a tutti i Comuni, condivisa con tutte le categorie, prima fra tutte quella degli agricoltori, e che cercava un equilibrio con il territorio e le sue prerogative di sviluppo sostenibile".

 

La stessa proposta, viene specificato, "era stata ritenuta imprescindibile ed improrogabile per lo sviluppo socioeconomico del territorio" ed era stato quindi condiviso con la Provincia di Trento un iter realizzativo contenuto nei tempi. "Purtroppo – prosegue il comunicato – oggi ci troviamo con un cantiere ancora aperto che realizza comunque una mezza opera rispetto a quanto previsto e condiviso con tutte le comunità dell’Altogarda".

 

Ad essere rimarcato da Campobase è poi come "se il cantiere in atto fosse ultimato, ma sembra che manchino almeno altri due anni di lavori", il traffico che proviene dall’asta dell’Adige dovrebbe comunque ritornare sulla strada della Maza e passare attraverso gli abitati di Vignole e Bolognano, per i quali è ormai "assolutamente inderogabile ed emergenziale" la rotatoria in fondo a viale Stazione, e quindi attraverso il territorio urbanizzato di Arco.

 

Lo sguardo viene poi gettato sui centri minori dell'Oltresarca e alle problematiche relative all'assenza del collegamento oltre il Sarca verso via Sabbioni: "Fino al completamento del collegamento, l’attuale problema dell’attraversamento di Nago in questi si ritrova quindi amplificato, ma di questo secondo tratto manca ancora la progettazione esecutiva e quindi l’assegnazione dei lavori".

 

Nella stessa previsione progettuale sempre condivisa in toto con la Provincia, spiega la nota, "era inclusa la circonvallazione di Torbole che dai piedi dell’attuale discarica della Maza giungeva fino alla Conca d’Oro, scaricando dal traffico tutta la piana del Linfano. In conseguenza si era prevista una riqualificazione dello stesso Linfano secondo criteri di sviluppo sostenibile e di green mobility". Questa, secondo Campobase, rimane assolutamente l’unica soluzione accettabile dal punto di vista ambientale e logistico.

 

Tornando sulla soluzione avanzata dalla Provincia, nella nota si evidenzia come questa "risulta incomprensibile in considerazione degli effetti devastanti che avrebbe sul territorio del Linfano, diviso in due da una nuova bretella stradale ad alto scorrimento, e soprattutto risulta inconcepibile se si ricordano le previsioni di conservazione ambientale che il Consiglio Comunale di Arco aveva indicato all’unanimità per lo stesso territorio sempre ed ancora quindici anni fa".

 

Il comunicato si conclude poi con un affondo. "Preoccupa e delude la continua rimodulazione verso il basso del progetto della mobilità dell’Altogarda connessa al collegamento con l’asta dell’Adige. Si parla continuamente senza sosta di opere che mai arrivano, con gravissime conseguenza per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, e per l’economia del Gardatrentino ed ogni stralcio d’intervento proposto si allontana con sistematica ignoranza da quanto previsto in origine: non va per niente bene".

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