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Trento
19 aprile | 06:00

Egato, sulla gestione dei rifiuti è braccio di ferro Provincia-Comuni: "Un salto nel vuoto, difendiamo il nostro modello virtuoso: se la Pat vuole andare avanti così, ci commissari"

Le parole sono di Fabio Vanzetta, direttore della Comunità territoriale della Val di Fiemme, che parla a nome della maggioranza dei consigli comunali della valle che hanno votato contro la convenzione sull'Egato: "Non siamo contro l’Egato in quanto tale, che è anzi un’iniziativa importante e strategica. Ma per noi, allo stato attuale, questa convenzione è un vero e proprio salto nel vuoto. Non abbiamo mai ricevuto adeguate certezze né garanzie su troppi punti chiave"

Egato, sulla gestione dei rifiuti è braccio di ferro Provincia-Comuni
di MOb

TRENTO. Mese dopo mese, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno: prosegue inesorabile il percorso verso la “nascita” dell’Egato, il futuro ente gestore dello smaltimento dei rifiuti voluto dalla Provincia Autonoma di Trento e dal Consorzio Autonomie Locali. 

 

Una “presenza” all'inizio quasi invisibile ma ormai sempre più invadente nel dibattito politico trentino, una novità proiettata al futuro in un’ottica di gestione più efficace, efficiente e integrata del ciclo dei rifiuti ma con impatti già tremendamente attuali: perché in un disegno che vorrebbe tutte le parti coinvolte unite e pronte a lavorare insieme per il “bene della comunità”, il contesto in cui si inserisce il dibattito sull’Egato sta registrando un palpabile aumento di tensione sull'asse Provincia-territori.

 

L'Egato per combattere l'attuale frammentazione della gestione dei rifiuti, al momento di competenza comunale, prevede una tariffa unica provinciale e una regia unica e centralizzata. Principi più che nobili, ma fin dai primissimi istanti non sono mancate le perplessità e le obiezioni, tecniche e politiche: un “no” arrivato dalle associazioni, poi ribadito (oltre che nelle parole, nei fatti) anche da alcuni consigli comunali del territorio, in particolare dalla Val di Fiemme.

 

I 166 Comuni trentini infatti in questi primi mesi dell’anno erano chiamati ad approvare la convenzione: anzi, erano proprio obbligati a farlo sulla base di una legge provinciale dell’agosto 2023. Sindaci e consigli comunali non sono organi legislatori, il consorzio è stato costituito “ad adesione obbligatoria”. E allora, tutto andrà avanti: la Pat non sembra voler rallentare la corsa, anzi, non più tardi di giovedì sera ha annunciato Marco Viola come nuovo commissario e “intimato” a chi ha votato contro e a chi ancora non si è espresso di approvare la convenzione.

 

In questo braccio di ferro a distanza, nel corso dei mesi qualche piccola vittoria i Comuni l’hanno per la verità già ottenuta con l’allargamento dell’assemblea che governerà l’Egato, portata a 18 membri (i Comuni di Trento e Rovereto, la Provincia e un rappresentante per ogni Comunità di valle); e con l'introduzione nella legge della possibilità di creare i cosiddetti sub-ambiti per la fase di raccolta dei rifiuti. I sub-ambiti di fatto sono uno strumento che valorizza le eccellenze dei singoli territori e inizialmente non erano stati previsti.  

 

A PROPOSITO DI ECCELLENZE: IN VAL DI FIEMME IL FRONTE DEI “NO”

 

“Partiamo da un presupposto – spiega a il Dolomiti Fabio Vanzetta, presidente della Comunità Territoriale della Val di Fiemme -, non siamo contro l’Egato in quanto tale, che è anzi un’iniziativa importante e strategica. Ma per noi, allo stato attuale, questa convenzione rappresenta un vero e proprio salto nel vuoto. Non abbiamo mai ricevuto adeguate certezze né garanzie su troppi punti chiave”.

 

Timori e richieste che affondano le loro radici in un territorio che sul tema della raccolta dei rifiuti da anni rappresenta un’eccellenza a livello provinciale ma pure nazionale: Fiemme Servizi, la società inhouse della Valle, ha portato a grandi risultati tra cui un esemplare 85% di raccolta differenziata (ben sopra la media provinciale che si assesta intorno all'80%). Un successo in termini di raccolta, ma anche di impatto culturale sugli abitanti della Valle, protagonisti del cambiamento. “Non solo – prosegue Vanzetta – abbiamo costruito passo dopo passo un patrimonio di 5-6 milioni di euro con le tariffe dei cittadini. Questo tesoro di conoscenze, buone pratiche e pure denaro dei cittadini, che fine farà? Abbiamo chiesto risposte chiare e complete, ma non ci sono garanzie”.

 

Il timore insomma è che il trasferimento delle competenze a Egato possa in qualche modo mettere a rischio non solo il patrimonio, ma anche il modello virtuoso di raccolta: “Chi ci assicura che la qualità della nostra differenziata sarà mantenuta? Il rischio è un appiattimento della qualità dei servizi in modo da uniformare un territorio che allo stato attuale è poco omogeneo, tra i Comuni c’è chi è stato molto virtuoso e attento a questo tema e chi invece non vede l’ora di delegare il problema ad Egato e avere un pensiero in meno”.

 

Di certo il “pugno duro” della Provincia non agevola le cose: “Il dialogo con la Pat c’è stato e c’è, abbiamo incontrato il direttore generale e l’assessore e spiegato le nostre ragioni, ma i temi per noi cruciali non stanno trovando soluzione. Ciò detto, se la strada intrapresa dalla Provincia è questa, non possiamo che prenderne atto. Il commissariamento dei Comuni contrari? Come rappresentante della Valle di Fiemme, non posso mettere a rischio ciò che abbiamo costruito negli ultimi 20 anni con impegno, determinazione e ‘visione’. Se vuole farlo la Provincia, metta i commissari e lo faccia. Non c’è molto altro da aggiungere”.

 

“La mia posizione in quanto rappresentante della Comunità di Fiemme è e deve essere quella espressa dalla maggioranza dei sindaci del nostro territorio: non cambieremo idea e resteremo sulle nostre posizioni se non vedremo dei cambiamenti. Come ho più volte ripetuto, vogliamo garanzie sul mantenimento del nostro modello di raccolta e sul destino del patrimonio di Fiemme Servizi: non siamo disposti a compiere atti di fede”.

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