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Belluno
05 ottobre | 19:13

Diga del Vanoi, anche il Cai di Feltre dice no. Il presidente Zollet: "Ci opponiamo a questo progetto, chi vuole devastare la Val Cortella non la conosce"

Il presidente della sezione feltrina del Club Alpino Italiano: "Causerà un ambiente meno salubre e meno accogliente, ci sono altre soluzioni più efficaci e meno costose per alimentare la falda della pianura"

Diga del Vanoi, anche il Cai di Feltre dice no

BELLUNO. "Come Cai Feltre ci opponiamo a questo progetto". Questo, in estrema sintesi, il riassunto dell'intervento del presidente della sezione Cai feltrina Renzo Zollet, intervenuto oggi pomeriggio a Lamon nel corso della manifestazione organizzata per dire "no" alla Diga del Vanoi. A prendervi parte centinaia di persone, oltre a tantissime realtà ed esponenti del mondo delle istituzioni, sia trentino che veneto, tra cui il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin che ha rimarcato la ferma opposizione al progetto (QUI ARTICOLO).

 

"Tutti sappiamo che ogni parola ha un significato, ma talvolta si usano dei termini che non sono chiari nel loro vero significato – ha esordito Renzo Zollet – e nel caso del Vanoi abbiamo sentito parlare di serbatoio e di invaso: per me il serbatoio è quello della mia auto o del mio trattore, di sicuro parlando di serbatoio non penso a un lago artificiale".

 

E ad essere specificato dal presidente della sezione feltrina del Cai, sull'onda di quest'iniziale riflessione, è che quello che vorrebbero costruire in Val Cortella è in realtà "un’enorme muraglia di calcestruzzo" alta come un grattacielo di venticinque piani, e che si chiama diga.

 

"Questa formerà un lago lungo tre chilometri dentro una valle stretta, selvaggia, ricca di biodiversità e le cui pareti laterali sono scoscese e instabili in più punti – ha spiegato Zollet – e questo lo posso ribadire anche da geologo in considerazione delle frane già verificatesi che hanno reso impraticabile la vecchia strada che portava a Canal San Bovo e su altre zone lungo i fianchi vallivi".

 

Il tutto, viene specificato, costruito in prossimità di luoghi abitati dove i residenti vedranno alterato il loro ambiente di vita che sarà reso più umido, nebbioso e piovoso: "In poche parole il lago causerà un ambiente meno salubre e meno accogliente. Ci sono altre soluzioni più efficaci e meno costose per alimentare la falda freatica della pianura".

 

Ad essere toccato è poi il tema della conoscenza del territorio: "Nei vari incontri pubblici con il Consorzio Brenta, abbiamo capito che la val Cortella, dove vorrebbero costruire, la diga è praticamente sconosciuta a chi la vuole devastare con un lago. Per questo ci opponiamo a questo progetto e stiamo pensando di organizzare una mostra fotografica sulle bellezze della zona, per sensibilizzare la gente su quell’ambiente unico e ancora selvaggio".

 

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