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| 20 gen 2022 | 19:34

''Codice rosso'', nel 2021 raddoppiati i casi di violenza domestica e di genere. Gli psicologi di Apss intervenuti in 121 situazioni. Ferro: ''Impegno importante''

E' stata sottoscritta oggi la nuova convenzione tra le Procure della Repubblica di Trento e di Rovereto e l’Azienda provinciale. In base all’accordo i professionisti psicologi di Apss daranno supporto alla polizia giudiziaria e all’ufficio del pubblico ministero nei casi in cui si renda necessario acquisire informazioni da persone minori o vulnerabili oppure nei casi previsti dalla legge 69/2019 che tutela le vittime di violenza domestica e di genere

di Redazione

TRENTO. Solo nel 2021 sono state 121 le richieste di intervento agli psicologi dell’Apss, di cui un 30% per ascolto di minori. Un numero doppio rispetto ai 65 interventi del 2020. Sono i casi di violenza domestica e di genere che hanno visto impegnati i professionisti psicologi di Apss.

 

Il quadro della situazione è stato fatto in occasione della firma della convenzione tra le Procure della Repubblica di Trento e di Rovereto e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari per l’attuazione del 'Codice Rosso'. La convenzione, sottoscritta per la prima volta nel novembre 2019, viene ora rinnovata e firmata anche dalla Procura di Rovereto. In base all’accordo i professionisti psicologi di Apss daranno supporto alla polizia giudiziaria e all’ufficio del pubblico ministero nei casi in cui si renda necessario acquisire informazioni da persone minori o vulnerabili oppure nei casi previsti dalla legge 69/2019 che tutela le vittime di violenza domestica e di genere.

 

La Legge 69/2019 negli articoli 1-3 ha previsto che il Procuratore della Repubblica acquisisca, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, le informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato il reato. In base alla convenzione sottoscritta nel 2019 Apss ha istituito un elenco di professionisti psicologi disponibili ad affiancare la Polizia giudiziaria nell’esame di minori o vittime di violenza domestica e di genere e un numero telefonico dedicato a disposizione della Procura della Repubblica e di tutte le forze di polizia giudiziaria operative sul territorio trentino.

 

L’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana ha voluto confermare il suo appoggio e quello del governo provinciale alla collaborazione. “La cronaca, purtroppo, ci ricorda spesso quanto sia attuale il fenomeno della violenza nei confronti delle donne e più in generale nell’ambito delle relazioni familiari e personali. È dunque – ha spiegato - una firma importante, quella di oggi, che dimostra l’impegno che diverse istituzioni mettono in campo per affrontare, attraverso una forte collaborazione, un fenomeno che deve essere contrastato con tutti gli strumenti che l’ordinamento ci mette a disposizione”.

 

Ad intervenire durante la firma è stato anche il direttore dell'Apss Antonio Ferro che ha sottolineato l'impegno dell'Azienda e “In particolare per i nostri psicologi si tratta di un impegno di grande rilevanza e i 186 interventi di questi due anni lo dimostrano”.

 

Per molte persone che hanno subito violenza l’ascolto può essere un’esperienza nuova, un’esperienza che permette loro di aprirsi ma anche capire che si può essere ascoltate dando loro speranza per il futuro.

 

Il Procuratore della Repubblica di Trento, Sandro Raimondi, nel suo intervento ha lodato tutti coloro che hanno lavorato nell’applicazione della convenzione. “La convenzione con Apss è unica a livello italiano – ha affermato Raimondi – abbiamo lavorato con dei professionisti esemplari che hanno coordinato un’attività nuova, un’attività di supporto alle Procure, che dopo l’introduzione della norma sul Codice Rosso, ha permesso di rispettare la legge ma soprattutto di prestare assistenza psicologica alle vittime di reato. Un supporto molto importante perché, il momento della presa in carico dal punto di vista giudiziario inizia parallelamente con la presa in carico dello psicologo, una funzione estremamente importante perché la prima accoglienza delle vittime di violenza è un momento delicatissimo ed è da quel momento che si iniziano a raccogliere quelle prove che diventano fondamentali per l’azione giudiziaria. Un intervento quindi che aiuta a prevenire futuri fatti ma soprattutto consente di fare giurisdizione piena in un settore in cui è difficile operare perché le vittime di violenza non denunciano per mancanza di assistenza psicologica”.

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