Colpito da una fucilata mentre va a caccia: aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Domani l'autopsia sul corpo di Massimiliano Lucietti
Gli accertamenti dell'autorità giudiziaria proseguiranno anche con l'analisi balistica ed il test stub, per rilevare eventuali tracce di polvere da spare sulle mani del giovane, la cui morte ha gettato un'intera comunità nel lutto
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PEIO. Prima lo sparo, poi l'allarme e infine il tragico ritrovamento nei boschi di Celledizzo, nel Comune di Peio: è giallo in Val di Sole per la morte di Massimiliano Lucietti, il cacciatore di 24 anni deceduto ieri dopo esser stato raggiunto dal colpo di un fucile (Qui Articolo) durante un'uscita di caccia in solitaria. Secondo le prime informazioni il giovane, conosciuto da tutti in paese sia per la sua attività di vigili del fuoco sia per il suo impegno a favore della comunità, sarebbe stato colpito al viso, all'altezza della mandibola, e le forze dell'ordine impegnate nelle indagini non escludono nessuna ipotesi: dall'incidente, causato forse da una caduta o dal malfunzionamento dell'arma, fino all'eventuale coinvolgimento di un'altra persona.
Proprio per questo la Procura (il titolare dell'inchiesta è il Pm Davide Ognibene) ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, mentre già nella giornata di domani (mercoledì 2 novembre), verrà effettuata l'autopsia sul corpo del ragazzo all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove la salma del ragazzo è stata trasportata ieri. Gli accertamenti dell'autorità giudiziaria proseguiranno poi con l'analisi balistica, per ricostruire l'esatta traiettoria del proiettile che ha ucciso il 24enne, ed il test stub, grazie al quale gli esperti sono in grado di individuare e raccogliere eventuali tracce di polvere da sparo sulle mani di chi ha esploso il colpo. L'unica certezza per il momento è che la tragica morte di Lucietti ha gettato nello sconforto un'intera comunità.
A lanciare l'allarme, poco dopo le 7 e 30 di ieri, è stato un altro cacciatore, che ha ritrovato il corpo del giovane nei boschi nell'area di Corè, a quanto pare, in posizione supina. Poco lontano è stato rinvenuto anche il fucile del 24enne ed un bossolo. A quel punto è scattata immediatamente l'allarme e la macchina dei soccorsi è entrata in azione nel disperato tentativo di salvare la vita del 24enne, con l'arrivo sul posto degli operatori del 118 e del soccorso alpino, delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco, da anni compagni proprio di Lucietta, volontario a Peio dopo aver fatto parte del gruppo allievi.
Grande come detto il lutto in tutto il paese. “Massimiliano era un ragazzo solare – ha detto ieri a il Dolomiti il sindaco di Peio Alberto Pretti – inserito nella comunità. In questo terribile momento come Amministrazione siamo vicini alla famiglia”. Vicinanza ribadita anche dall'ex primo cittadino Angelo Dalpez, che ha parlato di una “tragedia enorme” per tutta la comunità. Grande il cordoglio anche nella caserma dei vigili del fuoco: “Era un ragazzo disponibile, attivo, socievole – ha detto il comandante Vincenzo Longhi – era un grande appassionato di caccia e pesca, di montagna, e dopo aver fatto parte del gruppo allievi è passato con noi volontari circa 4 anni fa. A Celledizzo era sempre attivo nel gruppo Giovani, mettendosi sempre in gioco per dare una mano nell'organizzare eventi, feste e sagre”.
Il giovane lascia la mamma Mirta, il papà Roberto ed il fratello minore, Mattia, ai quali si sta stringendo in questo momento la comunità dopo la terribile tragedia.












