Concerto Vasco, “Abbiamo avuto paura” parlano i fan bloccati nella calca (VIDEO): “Siamo entrati in migliaia dall’unico ingresso”
Le voci di alcuni spettatori che hanno assistito alla ressa per l’apertura dei cancelli del concerto di Vasco Rossi dedicato ai membri del fan club: “Eravamo troppo accalcati, c’è stata gente che è caduta e si è fatta male. Abbiamo avuto paura”
TRENTO. Alla fine il bilancio parla di qualche contuso e una donna finita alla postazione del Pronto soccorso interna alla Trentino music arena perché calpestata nella ressa. Nella giornata di ieri, 19 maggio, all’apertura dei cancelli per il concerto di Vasco Rossi dedicato ai membri del fan club si è verificato un incidente legato alla massa di spettatori che si erano accalcati all’ingresso.
All’apertura delle transenne gli agenti delle forze dell’ordine e i membri della security non sono riusciti a contenere i fan che si sono riversati di corsa all’interno della Trentino music arena. Nella calca alcune persone sono finite a terra e sono state calpestate. Sarebbero almeno 5 i contusi mentre una donna, come già anticipato, è stata medicata all’interno dell’area del concerto e subito dimessa.
Questa mattina, al contrario, i cancelli sono stati aperti a partire dalle 9 in modo da evitare che si formasse troppa calca davanti all’unico ingresso. Una famiglia proveniente dalla Sardegna, che ha partecipato anche al concerto dedicato al fan club, ha raccontato a Il Dolomiti quanto avvenuto nel pomeriggio di ieri: “Sull’organizzazione ci sarebbe qualcosa da dire, avrebbero potuto predisporre qualche ingresso in più. Ci siamo trovati in parecchie migliaia e siamo dovuti entrare tutti dallo stesso ingresso. Eravamo troppo accalcati, c’è stata gente che è caduta e si è fatta male. Abbiamo avuto paura”.
Dello stesso avviso anche una spettatrice da Torino: “Oggi la situazione è ottimale, ieri invece hanno sottovalutato il fatto di farci entrare tutti alla stessa ora, fiumane di persone che si incanalavano in un posto ristretto. Ho avuto paura ma ho capito che dovevo servire l’onda”.













