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Covid, a un ospite dell’Rsa di Cles somministrata per sbaglio una dose in più di vaccino che non avrebbe dovuto ricevere

Un errore che era rimasto sotto traccia dopo quello delle soluzioni fisiologiche somministrate al posto del vaccino: l’ospite di un’Rsa infatti ha ricevuto una dose in più. Segnana ammette: “L’Azienda sanitaria ha ribadito ai sanitari coinvolti nel processo vaccinale, di effettuare, prima di procedere alla vaccinazione, un controllo incrociato e puntuale dei nominativi inseriti nei fogli di lavoro, delle rispettive date di nascita e residenze”

Foto d'archivio
Di Tiziano Grottolo - 27 gennaio 2022 - 11:35

CLES. L’episodio risale a inizio maggio 2021 quando la campagna vaccinale trentina era ancora nelle prime fasi e si era aperto il dibattito sull’opportunità di ritardare la somministrazione della seconda dose in modo da coprire nel più breve tempo possibile una platea più ampia di persone. Pochi mesi prima Il Dolomiti aveva portato alla luce l’incredibile errore delle soluzioni fisiologiche somministrate al posto del vaccino.

 

Eppure, a inizio maggio, si era verificato un altro errore passato sotto traccia che ha riguardato l’ospite di una casa di riposo. Dal momento che le Rsa erano state fra le strutture più colpite durante la pandemia si era deciso di proteggere con il vaccino gli anziani ospiti. Come riporta in un’interrogazione il consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi: “A un ospite della Rsa di Cles è stata somministrata la terza dose di vaccino”. Il problema è che al tempo non si parlava ancora di della terza dose booster.

 

Un errore, spiegava sempre il consigliere, favorito dall’Azienda sanitaria che aveva inviato un medico nella struttura sostenendo che all’ospite coinvolto mancasse la seconda dose del vaccino Astrazeneca, mentre in realtà, non solo aveva già ricevuto entrambe le dosi, ma del vaccino Pfaizer.

 

A molti mesi di distanza la Provincia ha ammesso il suo errore. “Una volta accertato l’errore – conferma l’assessora alla Salute Stefania Segnana – il direttore dell’Unità operativa ha provveduto ad avvisare il direttore e il medico dell’Rsa e ad avviare una verifica interna allo scopo di individuare la causa dell’errore. È stata richiesta anche la collaborazione del dirigente medico della Struttura Semplice del Dipartimento di Prevenzione referente di zona, per eventuali ulteriori indicazioni sulla gestione specifica del caso. Sono stati quindi informati i parenti dell’ospite della struttura per comunicare che sarebbe stata avviata la sorveglianza sanitaria concordata con il medico della Rsa interessata in modo da individuare e trattare prontamente eventuali effetti collaterali”.

 

Dall’indagine interna condotta dall’Apss è emerso che l’errore è stato causato da una concomitanza di eventi. Come ricorda Segnana, al fine di scongiurare il ripetersi di eventi simili, l’Azienda sanitaria ha ribadito a operatori amministrativi e sanitari coinvolti nel processo vaccinale, di effettuare, prima di procedere alla vaccinazione, un controllo incrociato e puntuale dei nominativi inseriti nei fogli di lavoro, delle rispettive date di nascita e residenze.

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