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Covid, over 50 vaccinati ma multati per un ritardo di pochi giorni: molti casi anche in Trentino. C’è il rischio di una class action?

L’Agenzia delle entrate si è messa in moto e in Trentino arrivano le prime multe per gli over 50 che non si erano vaccinati, il problema è che alcuni cittadini hanno ricevuto la dose in ritardo per motivi che non dipendo da loro ma dai disguidi della campagna vaccinale

Di Tiziano Grottolo - 29 aprile 2022 - 06:01

TRENTO. Il decreto Covid dello scorso 5 gennaio è stato fra i provvedimenti più criticati del Governo Draghi. Nel testo infatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 gennaio, era stato introdotto l’obbligo vaccinale anti-Covid per gli over 50, oltre al super Green pass per i lavoratori.

 

L’obbligo vaccinale era diventato effettivo a partire dall’8 gennaio mentre le sanzioni per gli inadempienti sarebbero scattate a partire dall’1 febbraio. La sanzione, da 100 euro e di competenza del Ministero della Salute, colpiva anche gli over 50 che non avevano effettuato la terza dose. Proprio in queste settimane stanno arrivando le prime multe, anche per i residenti in Trentini.

 

La macchina burocratica però, come spesso accade, è poco flessibile. Se è vero che la maggior parte delle persone sanzionate erano convintamente contrarie alla vaccinazione nelle grinfie dell’Agenzia delle entrate è finito anche chi in realtà voleva vaccinarsi ma per vari motivi non aveva potuto farlo entro i termini stabiliti dal decreto.

 

Sono già diverse le segnalazioni che arrivano dal Trentino. Uno dei casi più eclatanti riguarda un cittadino della val di Fiemme che si è visto recapitare la comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio per un ritardo di appena 4 giorni.

 

A questo punto è doveroso aprire una parentesi: in quel periodo infatti, soprattutto in Trentino, erano stati numerosi i disguidi legati all’organizzazione della campagna vaccinale. Molti cittadini faticavano a prenotare un appuntamento, in altri casi le uniche sedi disponibili erano molto distanti dal luogo di residenza, senza contare le difficoltà con i sistemi informatici. In altre situazione a far posticipare la vaccinazione ci sono state altre motivazioni come nel caso in cui una persona avesse contratto il Covid fra una dose e l’altra, o prima di ricevere la vaccinazione booster.

 

In altre parole i ritardi nella vaccinazione non sempre sono stati legati alla volontà delle persone ma anche alle difficoltà tecniche e logistiche riscontrate dal sistema sanitario provinciale. Ora, nella comunicazione destinata agli over 50 inadempienti viene spiegato che “entro il termine perentorio di 10 giorni” sarà possibile comunicare all’Azienda sanitaria locale una possibile giustificazione che dovrà essere recapitata anche l’Agenzia delle entrate. Eppure, spiega la stessa comunicazione, anche “nel caso in cui l’Azienda sanitaria locale non trasmetta (per tempo ndr) all’Agenzia delle entrate apposita attestazione che confermi l’insussistenza dell’obbligo vaccinale, ovvero l’impossibilità di adempiervi” la multa sarà comunque notificata. Ergo è necessario sbrigarsi e sperare che la comunicazione sia notificata per tempo. 

 

Il paradosso è che mentre alcune persone potrebbero pagare perché impossibilitate a fornire una giustificazione molti No-vax probabilmente stracceranno la sanzione, che difficilmente sarà riscossa. Per diversi trentini dunque, parte un conto alla rovescia, anche se non si esclude che chi si sente danneggiato possa unirsi in una class action contro il Ministero della Salute e le varie azienda sanitarie locali.

 

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